DDL ZAN: PERCHÉ NON VA

Il Centro Studi Livatino mette a disposizione queste diapositive che sintetizzano il libro di Alfredo Mantovano di critica puntuale al DDL Zan sulla cosiddetta “omo-lesbo-bi-transfobia”.
Noi ne abbiamo fatto una rielaborazione grafica che vi presentiamo qui.

Clicca sull’immagine per accedere alla Presentazione con le slides

Oppure potete scaricare le slides da qui

LA LOBBY TRANS

LA LOBBY TRANS

(no, non ne avete mai sentito parlare e qui scoprirete perché)

Si sente spesso parlare di una qualche “Lobby gay” che ha spinto per ottenere una serie di diritti civili per le persone omosessuali. Dalla cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle psicopatologie all’ottenimento dell’equiparazione, nei percorsi di adozione o matrimonio, delle coppie dello stesso sesso alle coppie sposate.

Oggi, come vediamo anche con il dibattito sul ddl Zan, la questione cruciale si è spostata: la discussione più infuocata, che vede tra gli oppositori anche chi magari appoggia la causa delle “nozze gay” e del transessualismo, è sulla questione della “identità di genere”. Argomento numericamente piccolissimo, riguardando una percentuale irrisoria della popolazione, ma che accende gli animi e sul quale la comunità LGBTQ+ non sembra voler cedere.

Un articolo pubblicato un paio di anni sul giornale inglese The Spectator a firma di J.Kirkup svela come una piccola ma agguerrita e potente Lobby Trans è riuscita nella sua strategia comunicativa ad ottenere grandi successi senza quasi farsi notare.

Ecco il documento che rivela la tattica  della lobby trans

“Una gran parte del dibattito sui transgender inspiegabile. Uno degli aspetti più sconcertanti è la rapidità e il successo con cui un piccolo numero di piccole associazioni ha conquistato una grande influenza su enti pubblici, politica e amministratori. Come ha fatto questa determinata idea a prendere piede in così tanti luoghi così rapidamente?

Persone e organizzazioni che all’inizio di questo decennio non avevano una idee chiare a livello politico o magari nemmeno la minima conoscenza delle questioni trans, oggi abbracciano con entusiasmo temi come le identità di genere non binarie e le transizioni, fornendo servizi igienici “neutri” e mettendo in essere altri cambiamenti richiesti per soddisfare le persone trans e i loro interessi. Cambiamenti che hanno sorpreso molte persone. Persone che ora si chiedono come sia potuto succedere e perché nessuno abbia chiesto loro che cosa ne pensassero o abbia valutato come quelle novità avrebbero potuto riguardarli.

Alcuni degli enti che hanno adottato questi cambiamenti con il massimo zelo sono sorprendenti: le Forze dell’Ordine non sono note per essere particolarmente progressiste, eppure molte di loro sono ormai all’avanguardia in questo campo, al punto di controllare come usiamo i pronomi e perseguitare anziane signore che dicono la cosa sbagliata su Twitter.

Come siamo arrivati a questo punto? Difficile pensare che si tratti semplicemente di enti che si adeguano a una società che cambia. In realtà la società civile non sa ancora molto del transgenderismo. Chi lavora nel centro di Londra in determinati settori, chi vive in una città universitaria o ha figli che frequentano una scuola (preferibilmente della classe media superiore) può magari averne qualche conoscenza diretta. Ma scommetto che la maggior parte delle persone non conosce persone trans e non si è fatta nessuna opinione su come dovrebbe cambiare la legislazione che riguarda il loro status.

Quindi torna la domanda: come hanno fatto organizzazioni con budget ridotti e risorse limitate a ottenere un successo così impressionante, non solo nel Regno Unito ma ovunque?

Bene, grazie al sito Roll On Friday ora ho visto un documento che aiuta a rispondere a questa domanda.

Il documento (lo vedete qui) è un lavoro di Dentons, che afferma di essere il più grande studio legale del mondo, della Thomson Reuters Foundation, ramo dello storico gigante dei media dedicato in particolare alle politiche dell’identità di vario tipo e della IGLYO – International Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Queer and Intersex Youth & Student Organisation (organizzazione internazionale di giovani e studenti per lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali). Sia lo studio Dentons sia la Thomson Reuters Foundation precisano che il documento non necessariamente riflette le loro opinioni.

Il documento si chiama ‘Solo adulti? Buone pratiche nel riconoscimento legale del genere per i giovani’. Il suo scopo è aiutare i gruppi trans nei vari Paesi a introdurre cambiamenti nella legislazione per consentire ai bambini di cambiare legalmente il loro genere, senza il consenso degli adulti né di alcuna istituzione. “Ci auguriamo che questo documento sia uno strumento potente per attivisti e ONG che lavorano per promuovere i diritti dei giovani trans in Europa e altrove”, si legge nell’introduzione.

Come ci si può aspettare da un documento scritto con lo staff di un grande studio legale, si tratta di un testo completo e vaido, che riassume leggi, politiche e enti di supporto di diversi paesi. Basandosi sui contributi di gruppi trans di tutto il mondo (tra cui due nel Regno Unito, di cui uno non viene nominato) raccoglie e condivide le “migliori pratiche”di “lobbismo” per cambiare la legge in modo che i genitori non abbiano più voce in capitolo sul genere legale dei figli.

Citando le parole della testo:

“È risaputo che il requisito del consenso dei genitori o di un tutore legale può essere limitativo e problematico per i minori”.

Si potrebbe pensare che il compito stesso della genitorialità sia, almeno n parte, quello di “limitare” le scelte dei bambini che, per definizione, non possono fare per loro stessi scelte come fanno adulti pienamente informati. Ma non è questa la posizione della relazione. Di fatto si suggerisce che “gli Stati dovrebbero agire contro i genitori che cercano di ostacolare il libero sviluppo dell’identità di una giovane persona transgender rifiutando di concedere l’autorizzazione quando richiesta”. In breve si tratta di manuale per gruppi lobbistici che vogliano eliminare la necessità del consenso dei genitori su aspetti significativi della vita dei bambini, manuale scritto da uno studio legale internazionale e sostenuto da una delle più grandi fondazioni di beneficenza del mondo.

E come si suggerisce di realizzare il cambiamento legale? 

Penso valga la pena di fare lunghe citazioni, perché questa è la prima volta che viene effettivamente messo per iscritto in un dibattito pubblico. E chiunque abbia interesse a come si costruisce e come funziona una strategia politica dovrebbe prestarvi attenzione. 

Ecco un ampio stralcio dal rapporto sul modo migliore per attuare un’agenda pro-trans:

Mentre i fattori culturali e politici giocano un ruolo chiave nell’approccio da adottare, ci sono alcune tecniche che si sono dimostrate efficaci nel far avanzare i diritti trans nei paesi che adottano “buone pratiche”.” 

Tra queste tecniche: “anticipare i programmi dei Governi”.

Cosa significa? Ecco in maggior dettaglio:

“In molte delle campagne di sensibilizzazione delle ONG che abbiamo considerato ci sono stati chiari vantaggi nel fatto che le ONG siano riuscite ad anticipare il governo e a pubblicare proposte legislative progressiste prima che il governo avesse il tempo di sviluppare la propria. Le ONG devono intervenire precocemente nel processo legislativo, prima ancora che sia iniziato. Questo darà loro una capacità di gran lunga maggiore di plasmare l’agenda del governo e la proposta definitiva di quanto succederebbe se intervenissero dopo che il governo ha già iniziato a sviluppare proposte proprie”.

Suonerà familiare a chiunque sappia che il rapporto del comitato ristretto della Camera dei Comuni nel 2016, che mutuava diverse posizioni dei gruppi trans, è stato seguito nel 2017 da un piano del governo del Regno Unito per adottare l’autoidentificazione del genere legale (self-id). A molti quella proposta, uscita da Whitehall in modo piuttosto dettagliato, sarà sembrata spuntata dal nulla di punto in bianco.

Ecco un altro suggerimento dal documento: “Collega la tua campagna a una riforma più popolare”. Per esempio: 

“In Irlanda, Danimarca e Norvegia, le modifiche alla legge sul riconoscimento legale del genere sono state introdotte contemporaneamente ad altre riforme più popolari come la legislazione sul matrimonio egualitario. Questo ha fornito un velo di protezione, in particolare in Irlanda dove il matrimonio egualitario era fortemente sostenuto mentre l’identità di genere era un tema difficile per ottenere lo stesso sostegno pubblico”.

Si trattava di una questione per cui era “difficile ottenere il sostegno pubblico”, quindi meglio nasconderla dietro il “velo di protezione” fornito da una questione popolare come i diritti degli omosessuali. Chiunque abbia anche solo dato un’occhiata al dibattito sui transgender nel Regno Unito riconoscerà questa logica.

Un’altra raccomandazione è ancora più rivelatrice: “Evitate un’eccessiva copertura e pubblicità da parte della stampa”. Secondo il rapporto, i Paesi che si sono mossi più rapidamente per promuovere i diritti trans ed eliminare il consenso dei genitori sono stati quelli in cui i gruppi di pressione sono riusciti a impedire ad un pubblico più ampio di conoscere le loro proposte. Al contrario, in posti come la Gran Bretagna dove maggiore è stata la “visibilità” del programma, minore è stato il successo delle attività di lobbying:

Un’altra tecnica utilizzata con grande effetto è la limitazione della copertura e della pubblicità da parte della stampa. In alcuni paesi, come il Regno Unito, le informazioni sulle riforme legali del riconoscimento di genere sono state interpretate erroneamente dai media principali e di conseguenza è sorta l’opposizione.… In questo contesto, molti credono che le campagne pubbliche siano state dannose per il progresso poiché gran parte del pubblico in generale non è ben informato sulle questioni trans, e quindi possono sorgere interpretazioni errate. In Irlanda, gli attivisti hanno esercitato pressioni dirette sui singoli politici e hanno cercato di ridurre al minimo la copertura mediatica per evitare questo problema” (il grassetto è nostro).

Sebbene offra ampi consigli sulla necessità di tenere l’agenda dei diritti trans lontana dallo sguardo della pubblica opinione, il documento ha molto meno da dire sulla possibilità che i sostenitori provino semplicemente a fare ciò che fanno tutti gli altri in politica e costruire argomentazione persuasive per la loro causa. In realtà convincere le persone che questa roba sia una buona idea non la si trova granché nel rapporto di 65 pagine.

Non ho intenzione di dirvi cosa penso del documento o dell’agenda che propone. Non ho intenzione di fare commenti sullo stesso o sui suoi autori. Cercherò solo di riassumere la sua natura e i suoi contenuti.

Quindi un importante studio legale internazionale ha contribuito a scrivere un manuale di lobbying per le persone che vogliono cambiare la legge in modo da evitare che i genitori abbiano l’ultima parola su cambiamenti significativi sulla condizione dei propri figli. Questo manuale consiglia a coloro che fanno pressioni per quel cambiamento di nascondere i loro piani dietro un “velo” e di assicurarsi che né i media né il grande pubblico sappiano granché di cambiamenti che riguardano i bambini che si stanno cercando di ottenere. Perché se il pubblico venisse a conoscenza di questi cambiamenti potrebbe avere da obiettare.

Ho iniziato il mio primo lavoro come ricercatore alla Camera dei Comuni nel 1994. Da allora ho studiato e scritto di politica. E in base alla mia esperienza del modo in cui le leggi vengono cambiate, l’approccio descritto in quella relazione semplicemente non è normale o usuale. In democrazia siamo tutti liberi di sostenere qualunque politica o posizione desideriamo. Ma normalmente chiunque voglia cambiare una legge accetta che per farlo sia necessario ottenere il sostegno o almeno il consenso del popolo la cui autorità, in ultima istanza, fine dà forza alla legge. L’approccio delineato nel rapporto Dentons equivale a un modo molto diverso di fare pressioni per ottenere le leggi e le politiche desiderate. In particolare indica che in diversi Paesi si sono ottenuti buoni successi facendo pressioni nascondendosi dietro un “velo”, in un modo da evitare  deliberatamente l’attenzione dell’opinione pubblica. Penso che questo dovrebbe interessare a chiunque si preoccupi di come vengono condotte le politiche, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno della questione transgender.

Concluderò con un’osservazione che ho già fatto ma che credo valga la pena di ripetere riguardo a quel rapporto e a quello che potrebbe comunicare alle gente anche su altri aspetti della questione trans: nessuna politica fatta nell’ombra può sopravvivere alla luce del sole.

James Kirkup (direttore della Social Market Foundation ed ex-redattore politico di The Scotsman e The Daily Telegraph)

INDOTTRINAMENTO LGBT NELLE SCUOLE 


Questa pagina è tratta da un libro per la Secondary School (corrispondente alle nostre scuole medie) della Gran Bretagna (fonte: https://twitter.com/SafeSchools_UK/status/1384827196229959686?s=19): è un condensato di propaganda LGBT e ideologia gender che potremmo presto vedere nelle nostre scuole e nei cui confronti, se dovesse essere approvato il ddl Zan, non ci si potrà opporre pena il rischio di una denuncia per discriminazione e incitamento all’odio.


Traduzione:

OBIETTIVI FORMATIVI:

Identificare correttamente le diverse identità LGBTQAI e che cosa la comunità vuole che noi sappiamo su di esse.Descrivere le differenze tra queste identità e usare i nuovi termini in modo articolato e nel contesto corretto
Spiegare i problemi delle stereotipie di genere e perché non si può sempre capire il genere di una persona semplicemente guardandola

BOX 1: 

Attività iniziale

Sfida: cosa indica questa bandiera (rainbow)? Chi la usa?

Super-sfida: perché questa particolare comunità ha scelto l’arcobaleno come bandiera? Spiega.

Mega-sfida: cosa significano le lettere nella sigla LGBTQAI+ ? Spiega cosa significa il termine “questioni di genere”?

BOX 2: 

Lavoro di gruppo

Sfida: fai un minuto di gioco di ruolo con un compagno interpretando una persona non binaria o trans che parla ai suoi amici della sua identità

Super-sfida: come sopra ma devi includere i termini cis-gender, travestitismo e LGBTQAI

Mega-sfida: dovrai inoltre spiegare al tuo amico che problemi causati dagli stereotipi di genere.

ATTIVITÁ VIDEO

Guarda attentamente il video (*) e rispondi alle domande delle sfide.


Sfida

1) genere e sesso sono la stessa cosa? Spiega la tua risposta

2) quali sono le TRE CATEGORIE DEL SESSO BIOLOGICO [???????]

3) il genere è la stessa cosa dell’orientamento sessuale?  Spiega la tua risposta4) di che sesso era Adamo? 


Super-sfida:

1) qual è la differenza tra genere e orientamento sessuale?

2) qual è il termine per chi si identifica con TUTTI i generi?

3) perché essere una persona trans-gender non significa che si sia stato operato?

4) come puoi aiutare le persone trans-gender ad essere più accettate dalla società?

Mega-sfida

1) che cosa diresti ad una persona che dice “Ci sono solo due generi”?

2) indica cinque modi in cui Adamo potrebbe aver sperimentato del pregiudizio nella sua vita che una persona cis-gender non sperimenta

3) indica cinque cose che le persone cis-gender possono fare per essere alleate delle persone trans-gender

[probabilmente nel video proposto si fa intendere, come alcune teorie gnostiche sostengono, che Adamo -prima della “separazione” di Eva- fosse un essere androgino]

GENDER: LA FALSA SCIENZA CHE IMPEDISCE LA RICERCA

Stephen Gliske è un affermato neurologo dell’Università del Michigan (H-index 38). Recentemente ha avuto la pessima idea di volersi occupare di disforia di genere con un documento che mette in dubbio il “dogma corrente” su questo argomento, (cioè che la DIG dipenda da una incongruenza fra il sesso del cervello e quello del corpo).
La sua teoria definita “multisenso” collega l’esperienza della disforia di genere più ad un’alterazione nell’attività di alcuni network di connessioni cerebrali che a delle anomalie neuroanatomiche. Lo studioso non esclude che la condizione di distress cronico possa essere causata o influenzata da fattori esterni, ma non entra nel dettaglio di questi. Da un punto di vista clinico questo significa che, trattare in modo specifico la condizione di distress potrebbe essere un’alternativa alla via ormonale e chirurgica. Il documento è stato pubblicato sulla rivista eNeuro dopo regolare peer-review nel dicembre 2019.

Stephen Gliske

Subito dopo però cominciano a arrivare critiche e pressioni, la rivista apporta alcune correzioni all’articolo con la rimozione delle affermazioni relative alle implicazioni cliniche e ai trattamenti; i revisori ritengono che questo articolo serva solo a presentare una diversa prospettiva attraverso la revisione della letteratura disponibile. Ma questo non basta ai critici dell’articolo che lanciano una raccolta di firme per chiedere il ritiro dell’articolo.
L’artefice è un certo Troy Roepke del Dipartimento di Animal Science della Rutger University del New Jersey, che si definisce gay e genderqueer.

Troy Roepke

Alla fine l’articolo viene ritirato perché ritenuto scientificamente infondato ed irrispettoso delle persone transgender. Gliske, sul suo blog, replica alle critiche sostenendo di non essersi mai discostato da un corretto approccio epistemologico. Il suo era un documento teorico nel quale ha sempre sostenuto che la dimostrazione della sua teoria può avvenire solo da nuove ricerche ma che senza nuove ipotesi la scienza non può avanzare: “Riconosco che può sembrare irrispettoso studiare scientificamente se gli individui con disforia di genere hanno limitazioni nella loro capacità di percepire il proprio genere. Tuttavia, poiché non conosciamo la vera causa della disforia di genere, non lo è. Se la mia teoria è vera, non è diverso dal dire che qualcuno con daltonismo non può percepire correttamente i colori. Proprio come con il daltonismo, non sto suggerendo di ignorare l’esperienza dei daltonici né le sfide che devono affrontare. Tuttavia, non possiamo veramente aiutare tutti gli individui con disforia di genere nel modo migliore se non comprendiamo veramente la biologia sottostante. Affermare che la mia teoria è irrispettosa indica che viene vista attraverso il pregiudizio di presumere che la teoria del sesso cerebrale sia vera”.
La vicenda ci fa capire come una lobby ben organizzata e politicamente appoggiata riesca ad intimidire la scienza. Quale scienziato sarà disposto a giocarsi la carriera per fare della vera ricerca in questo settore? Questo campo rischia di rimanere appannaggio solo dei militanti o di chi ha interesse a sostenere che l’unica opzione per aiutare chi soffre di disforia di genere sono gli ormoni e la chirurgia.

Gliske, S. V. (2019). A new theory of gender dysphoria incorporating the distress, social behavioral, and body-ownership networks. Eneuro.

https://medium.com/@sgliske/response-to-retraction-of-my-paper-on-gender-dysphoria-bc07df047c61

Frank Gordon

CANNUCCE PIÙ PREZIOSE DELLA VITA UMANA?

Ieri, 22 gennaio, ricorreva il 48o anniversario della sentenza che negli USA liberalizzava l’aborto.  Mentre il presidente Biden e la sua vice Harris ribadivano l’impegno (http://blog.messainlatino.it/2021/01/il-presidente-se-dicente-cattolico.html?m=1) a difendere la Roe vs Wade vogliamo pubblicare ampi stralci di un articolo apparso sul blog di Chuck Norris.

Le persone che condannano le cannucce di plastica sono il doppio di quelle che si oppongono all’aborto.”

In questo venerdì 22 gennaio ricorre il quarantesimo anniversario della legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti d’America.

Il 22 gennaio 1973 la Corte Suprema americana dichiara la sua decisione riguardo al caso di Roe v. Wade, quando il massimo tribunale degli USA dichiarò che le leggi locali dei singoli Stati che proibivano l’aborto erano incostituzionali. Da quel punto in avanti, l’aborto a richiesta fu legalizzato in tutti i 50 Stati americani.

11 anni dopo, il 13 gennaio del 1984, il presidente Ronald Reagan proclamò il 22 gennaio “Giorno per la santità della vita umana“. (Da allora, decine di migliaia di chiese continuano a riconoscere la terza domenica di gennaio come giorno per commemorare il grande valore della vita umana dal grembo alla morte naturale).È sconcertante pensare che, dal 1973, più di 62 milioni di americani hanno perso la loro vita nel grembo per essere stati abortiti o terminati dalla loro genitrice.

Sempre che gli Americani imparino di nuovo come rispettarsi e andare d’accordo gli uni con gli altri e persino come dissentire amichevolmente, forse sarebbe proprio ora che rivalutassimo il valore che diamo anche a coloro che stanno nel grembo materno e non hanno voce. Né nella capitale degli Stati Uniti o nelle città di ogni Stato della nostra unione, dovremmo  Mai giustificare la violenza a umani fuori o dentro il grembo punto.

Al contrario, dovremmo condiderare preziosa tutta la vita umana, dal concepimento alla tomba.
È pazzesco vedere che cosa gli uomini di oggi considerano più prezioso della vita umana. Sto parlando delle cannucce di plastica.

Un sondaggio del 2020 fatto dall’Istituto Angus Reid ha chiesto a 1528 canadesi quali fossero le loro prospettive su una serie di temi. Fra le risposte si legge ciò che segue: mentre il 51% pensava che l’uso delle cannucce di plastica sia sempre o spesso moralmente sbagliato, solo il 20% degli intervistati pensava la stessa cosa della “morte medicalmente assistita”, e solo il 26% dell’aborto.
Come ha scritto il sito Reformed Perspective News: quindi, qualcuno potrebbe aver fatto morire la propria anziana madre con l’eutanasia, o potrebbe aver abortito il proprio figlio, sentendosi però una buona persona, dato che usa una cannuccia di bambù e non di plastica.
C’è qualcosa che mi sfugge? Credete che le cannucce di bambù siano più importanti di una vita umana? Nel grembo?

Qualcuno potrebbe ribattere che il sondaggio dell’Istituto Angus Reid abbia analizzato le vedute di Canadesi e non di Americani. Tuttavia, davvero ci aspettiamo che le percentuali americane di sondaggio sul tema possono essere differenti dei nostri vicini del Nord, specialmente visto che l’America ha legalizzato l’aborto 15 anni prima del Canada, che lo ha fatto nel 1988?
(…)Thomas Jefferson spiegò nella fondazione del nostro paese che il ruolo primario del Governo era di preservare il valore dell’uomo e la sua vita: “La cura della vita umana e la felicità, e non la loro distruzione è il primo e unico oggetto legittimo del buon governo”. (Preghiamo perché l’amministrazione Biden tenga a mente la saggezza di Jefferson invece di espandere l’accesso all’aborto, come ci si attende).
Questa è la ragione per cui Jefferson creò e scrisse di suo pugno le parole della dichiarazione di indipendenza: 
“Noi sosteniamo che queste verità sono per sé evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono dotati dal Creatore di certi diritti inalienabili, tra i quali sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini i governi, che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che, ogni qualvolta una forma di governo diventi perniciosa a questi fini, è nel diritto del popolo di modificarla o di abolirla e di istituire un nuovo governo.”
L’eterno valore della vita umana echeggia nella Bibbia, nel salmo 139: “Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai intessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere,tu mi conosci fino in fondo”.
O come dice il vecchio spiritual ottocentesco:
Gesù ama i bambini, tutti i bambini del mondo. Rossi e gialli, neri e bianchi, tutti sono preziosi ai suoi occhi, Gesù ama i bambini del mondo”.

(Per ulteriori prove sulla vita umana nel grembo, consiglio di iniziare con l’articolo “Scientific Evidence for the Personhood of Unborn Children” del Dr. Wayne Grudem, Ph.D., University of Cambridge. Da consultare anche i libri di Randy Alcorn’s books e altre risorse in materia sul suo sito Eternal Perspective Ministries. Per chi sta meditando di abortire o vorrebbe aiutare qualcuno che sta pensando di farlo, consiglio di leggere l’articolo del Dr. James Dobson’s, “How to Help a Friend Who Wants an Abortion.” Anche QUI si può trovare ulteriore aiuto).  


Chuck Norris

Traduzione di Gian Spagnoletti
Fonte: https://www.wnd.com/2021/01/twice-many-people-condemn-plastic-straws-abortion/?fbclid=IwAR1Xyx25X4BnZu14ShZ11mXImSUnTQaVWKcGqsDA-pvjWlZgSAkw-qXAURI

Ddl ZAN L’INGANNO IN 12 RISPOSTE

Ddl #omofobia, 12 domande e risposte svelano l’inganno

Ddl #omofobia, 12 domande e risposte svelano l’inganno

 

Riassumiamo il testo di un articolo della NBQ per sintetizzare i punti più pericolosi del ddl Zan

 Esiste in Italia un fenomeno di discriminazione “omofobica”?

  1. I dati ufficiali dell’OSCAD, l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori, dicono di NO
  2. L’Italia è un Paese omofobo?
    Nello studio Global Divide On Homosexualitydel Pew Research Center sull’atteggiamento verso l’omosessualità l’Italia si colloca nella top ten, tra le dieci nazioni più gay friendly a livello mondiale,
  3. Esiste davvero un vuoto normativo per la tutela delle persone omosessuali e transessuali?
    Atti di violenza, di offesa, di discriminazione per ragioni di orientamento sessuale, possono essere aggravati dalla circostanza dei motivi «abietti», di cui all’art. 61, n. 1, del Codice penale.
  4. In Italia già si utilizza questa aggravante?
    Sì, ad esempio il Tribunale di Napoli nel 2014 ha condannato a dieci anni di reclusione gli aggressori di un ragazzo omosessuale, applicando la citata aggravante, proprio perché «l’inaudita e ingiustificata violenza» era motivata dall’orientamento sessuale della vittima.
  5. Allora a che cosa serve questa legge?

Promuovere l’agenda LGBT su matrimonio, adozione, promozione ideologia gender nelle scuole…e molto altro…senza possibili resistenze della società civile.

 

  1. Perché non punire la discriminazione, l’istigazione alla discriminazione basate su orientamento sessuale e identità di genere?

Non è chiaro cosa significhi discriminare e in quali ambiti sarebbe vietato:

  • il rettore di un seminario potrà non ammettere o di espellere un seminarista perché pratica l’omosessualità?
  • un pasticciere potrà rifiutare di confezionare una torta “nuziale” per la cerimonia di un’unione civile tra due omosessuali?
  • un uomo che si “sente” donna potrà essere escluso dall’accesso ai bagni o agli spogliatoi di una piscina riservati alle donne?
  • i genitori potranno esonerare i propri figli dai cosiddetti “corsi gender”,basati sul concetto di identità di genere?
  1. Per quanto riguarda la violenza e la provocazione alla violenza, cosa c’è che non va?

 L’esperienza dei cosiddetti “reati d’odio” (hate crimes) introdotti soprattutto nei Paesi anglosassoni, mostra come sia oramai acquisita a livello legale e giudiziario l’equazione discriminazione (vedi sopra) = odio = violenza.

  1. Ma in Italia non succederà, no?

Già molte volte concetti come discriminazione, odio, e violenza sono stati usati per definire manifestazioni di pensiero di persone associazioni pro-family. Essendo generici e non esattamente definiti, lasciano inaccettabili margini di discrezionalità al denunciante e al giudice.

  1. Quali sono le pene previste?
    Per “discriminazione o istigazione alla discriminazione” si rischia la reclusione fino a un anno e sei mesi e la multa fino a 6.000 euro. In caso, invece, di” violenza o provocazione alla violenza”, la pena prevista è la reclusione da quattro a sei anni oppjre prestare un’attività non retribuita in favore di organizzazioni LGBT. Ci sono inoltre pene accessorie come sospensione della patente, coprifuoco, divieto di attività politica, ecc.
  2. Questa legge serve per diffondere l’ideologia LGBT?

Sì.

  • Istituisce la «Giornata nazionale contro l’omotransfobia» con «cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado», quindi anche per le scuole paritarie di ispirazione cristiana.
  • l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale) preparerà «con cadenza triennale una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e per l’educazione e l’istruzione con riferimento alla comunicazione e ai media» Questo significa penetrare in maniera pervasiva in tutti i principali settori della società.
  1. Verrà istituzionalizzata la cosiddetta ideologia gender?

Il testo parla espressamente di «identità di genere». Le Linee guida per una comunicazione rispettosa delle persone LGBT, redatto dall’Unar, definiscono così il concetto di identità di genere: «È il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e donna, indipendentemente dal sesso anatomico di nascita». Questa idea è la base della cosiddetta ideologia gender.

  1. Introdurre nel nostro ordinamento giuridico il concetto di «identità di genere» quali conseguenze comporterebbe?

Che la percezione soggettiva possa prevalere sull’evidenza oggettiva può essere una speculazione filosofica ma nel concreto ambito giuridico può creare più di un problema:

  • Le cosiddette “quote rosa” potranno essere invocate un uomo che si sente donna ma che non intende sottoporsi ad alcun trattamento chirurgico?
  • Se i un Paese le donne vanno in pensione prima degli uomini un uomo che si sente donna potrebbe ritirarsi dal lavoro prima dell’età prevista per gli uomini?

Questa pericolosa intromissione nel campo giuridico da parte del concetto arbitrario di identità di genere rischia di mettere in crisi lo stesso funzionamento del Diritto.

#RESTIAMOLIBERI

RESTIAMOLIBERI: NO al liberticida #ddlZan sull’#omotransfobia e NO all’istituzione di un nuovo reato, quello di #omofobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream.

🔴 In caso di approvazione del testo, sarà possibile per chi gestisce una palestra vietare, ad un uomo che si “si sente donna”, l’ingresso nello spogliatoio delle donne?

🔴Sarà possibile per un genitore chiedere che il figlio non partecipi ad attività scolastiche inerenti temi sensibili sulla sessualità se sono realtà che gravitano nel mondo cosiddetto Lgbt?

🔴Sarà ancora possibile per un sacerdote insegnare la visione cristiana del matrimonio?

🔴Sarà possibile dire pubblicamente che la pratica dell’#uteroinaffitto è un abominio o dirsi contrari alla legge sulle #unionicivili?

Per tutte queste domande il ddl sull’omofobia ha una sola risposta, NO.

Per la #libertà di educazione, per la libertà di stampa, per la libertà di associazione, per la libertàdi espressione, per la libertà religiosa, per la libertà di dire la verità sull’uomo, sui bambini, sulla famiglia.

🔴 Tutte le piazze per manifestare in continuo aggiornamento su http://www.restiamoliberi.it

APPROVATA LA LEGGE ANTI-OMOFOBIA?

Dal blog di Filippo Savarese

https://sfero.me/article/ultimora-approvata-legge-anti-omofobia-italia

+++ ULTIMORA | Approvata legge anti-omofobia in Italia +++

Pubblicato il 4 luglio 2020 alle 12:51

L’Italia ha finalmente approvato una legge contro l’omofobia! Era ora!

Due notizie delle ultime ore confermano che la legge sta funzionando benissimo:

  • La settimana scorsa un ragazzo omosessuale è stato aggredito mentre passeggiava col suo compagno sul lungomare di Pescara. È di poco fa la notizia che l’aggressore è stato individuato ed è indagato per lesioni personali. Non solo: la magistratura considera la motivazione omofoba come un’aggravante della pena da comminare (“motivi abietti e futili“). Quindi il ragazzo indagato sarà punito per le lesioni e avrà una pena più grave per il solo fatto che le lesioni erano rivolte a una persona a motivo del suo orientamento sessuale.

Esattamente il fine che si proponeva la legge contro l’omofobia!Pescara: aggravante omofobica

pescara omofobia
  • La seconda notizia giunge dalla Liguria, dove lo scorso giovedì altri due ragazzi omosessuali sono stati insultati e aggrediti in stazione. Oggi sono stati individuati e arrestati i due autori dell’ignobile gesto: un moldavo e un albanese, entrambi pregiudicati, che dovranno rispondere delle stesse accuse. Anche in questo caso, possiamo dirci fortunati che in Italia esista una legge contro l’omofobia.

Liguria: omofobi arrestati

omofobia liguria

Qual è questa legge contro l’omofobia? La Legge Scalfarotto? La Legge Boldrini? La Legge Zan? 

No. È il Codice Penale: lo strumento che, promulgato nel 1930, tutela l’integrità fisica e la dignità morale di tutti i cittadini, punendo chi le ferisce in qualsiasi modo.

Non solo: il Codice Penale prevede anche degli strumenti che consentono di punire in modo più grave i reati a seconda del motivo per cui sono commessi, in modo tale da mettere in risalto il particolare disvalore sociale di quanto accaduto. Sono considerati “motivi futili e abietti”, meritevoli di una pena aggravata, il fatto di aggredire una persona solo perché è omosessuale.

Se oggi possiamo leggere queste notizie, in Italia, è grazie al Codice Penale, che svolge il suo lavoro egregiamente e non lascia nessuno privo della giusta tutela che merita, come dimostrano anche molte altre vicende oltre quelle delle ultime ore (vedi anche: Legge contro l’omofobia? In Italia esiste già).

Ma se in Italia il Codice Penale funziona gà perfettamente contro ogni forma di discriminazione e violenza contro persone omosessuali e transessuali, perché il Parlamento sta discutendo una legge specifica “contro l’omofobia”, il cosiddetto Ddl Zan?

La risposta è semplice: per introdurre un reato di “opinione omofobica” e punire chi pensa che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna, che i bambini hanno diritto a una mamma e un papà, che l’utero in affitto è un orrore, che c’è differenza tra una donna e un uomo che “si sente” una donna e altre ovvietà. Una legge bavaglio.CEI: legge inutile e pericolosa

cei omofobia

Non solo, il disegno di legge in discussione in Parlamento proprio in questi giorni mira soprattutto a far entrare le potenti associazioni LGBT nelle scuole di ogni ordine e grado per poter incidere direttamente sulla mentalità di bambini e adolescenti, diffondendo nelle classi quella disastrosa “colonizzazione ideologica del Gender” denunciata più volte dallo stesso Papa Francesco (leggi a proposito: Preferisco marcire in galera).

Contro questo tentativo di imbavagliare le coscienze di milioni di Italiani, nei prossimi giorni di svolgeranno manifestazioni per la libertà di pensiero e parola in 100 piazze italiane (cerca qui la piazza più vicina  a te).

Roma si manifesta giovedì 16 luglio alle ore 17 in Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, dove pochi giorni dopo approderà il disegno di legge liberticida.CERCA LA PIAZZA PIU’ VICINA SU WWW.RESTIAMOLIBERI.IT

omofobia manifestazione roma

LA LEGGE TUTELA GLI OMOSESSUALI

LE PRONUNCE DEI GIUDICI DIMOSTRANO DA ALMENO 15 ANNI CHE GLI STRUMENTI GIURIDICI PER TUTELARE LE PERSONE OMOSESSUALI FUNZIONANO

Da Trento a Catania, condanne per discriminazione con le norme vigenti

Ingiuriare o discriminare una persona omosessuale è un comportamento antigiuridico.
Già ora, con le leggi vigenti, senza alcuna necessità di crearne di nuove.
Lo dimostrano decine di sentenze, pronunciate da magistrature di ogni ordine e grado, che da almeno 15 anni stanno riconoscendo ai gay né più né meno degli stessi diritti di cui deve godere ogni persona. Eccone una breve rassegna. Nel 2005, con sentenza 2353, il Tar Catania chiarisce che l’«omosessualità non è una malattia psichica», e conseguentemente annulla il provvedimento con cui la Motorizzazione civile aveva disposto la revisione della patente di una persona dichiaratamente gay. Nel 2015 la vicenda arriva alla Corte di Cassazione, che nella sentenza 1126 scrive: «La parte lesa
è stata vittima di un vero e proprio (oltre che intollerabilmente reiterato) comportamento di omofobia, che giustifica il diritto del giovane al risarcimento del danno». E attenzione: sempre gli Ermellini, cinque anni prima, avevano confermato la condanna di un anconetano che in una lettera aveva dato del «gay», con intento dispregiativo, a una persona: «Risponde del reato di ingiuria – così si legge infatti nella
sentenza 10248, pronunciata dalla prima sezione penale – chi si rivolge a un’altra persona definendola “gay” se, per il contesto in cui è utilizzato, tale appellativo assume
carattere denigratorio». Presupposto normativo della condanna, in questo caso, è stato l’articolo 594 del codice penale, che punisce «chiunque offende l’onore o il decoro di una persona».
Nel 2016, invece, a depositare una pronuncia significativa – seppure causa di numerose polemiche -, è la Corte d’appello di Trento, che condanna una scuola a risarcire una sua insegnate con ben 30.000 euro, oltre a 10mila euro per Cgil e associazione “Certi diritti” che si erano costituite in giudizio dalla parte della docente. Il motivo? Il mancato rinnovo del contratto di lavoro, dovuto – secondo questa magistratura – a una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale dell’insegnante in questione.
Particolarmente interessanti sono i fondamenti giuridici della pronuncia, secondo cui «i divieti di discriminazione introdotti nel nostro ordinamento a più riprese, in modo un po’ frammentario, trovano oggi una sistemazione organica per la parte sostanziale nei decreti legislativi n. 286/98, n. 215/03, n. 216/03, n. 198/06 n. 67/06 e per la parte processuale nell’art. 28 decreto legislativo n. 150/11».
Al di là del contenuto di queste corpose norme, i giudici trentini pongono sulla questione un decisivo punto fermo: nel nostro ordinamento, già esistono strumenti normativi organici in grado di punire chi discrimina le persone omosessuali. E le sentenze continuano. Con la 9393 del 2017 è il Tribunale di Milano a ribadire la necessità di tutelare con l’articolo 595 del codice penale una persona offesa in quanto gay: «Commette il reato di diffamazione chi divulghi l’omosessualità di una persona allorché avvenga per denigrarla in ragione del termine dispregiativo utilizzato e del collegamento con episodi specifici». In questo caso, il reato si era concretizzato via Facebook: il condannato aveva dato del “fr…” a un suo contatto. Non solo. Con pronuncia 5009 del 2018, il Tribunale di Torino insegna che molestare una coppia gay può portare a una condanna per stalking, il reato definito dall’articolo 612 «atti persecutori »: l’imputato è stato condannato a un anno di reclusione, alle spese di giudizio e a un risarcimento immediato di 5.000 euro, oltre a quello che avrebbe dovuto essere fissato da un successivo giudizio civile (volto cioè ad accertare unicamente l’entità del pregiudizio sofferto dalla vittima, e non più la colpevolezza o meno dell’imputato).

Fonte : Avvenire 12 giugno 2020

OMOGENITORIALITÀ Parliamone sul serio

OMOGENITORIALITÀ: PARLIAMONE SUL SERIO

Cercando documentazione su ricerche serie e documentate sulla cosiddetta “omogenitorialità” siamo incappati in questo “Quaderno” caricato on-line e prelevabile gratuitamente in cui sono documentate le ricerche psicosociali più significative condotte sul tema dell’omogenitorialità dagli anni ’90 fino ad oggi, di approccio sia quantitativo sia qualitativo.
La prima parte del volume, intitolato “Omogenitorialità, filiazione e dintorni. Un’analisi critica delle ricerche”, è dedicata agli studi sulle coppie omosessuali, con un’attenzione particolare ai processi di scelta del percorso genitoriale e alle dinamiche relazionali in gioco nella transizione.
La seconda parte presenta i risultati delle ricerche circa gli esiti di sviluppo dei figli di coppie omosessuali, soffermandosi non solo sui costrutti tradizionali di benessere come l’adattamento comportamentale, ma anche sugli aspetti identitari quali le domande di senso circa le proprie origini.
Una terza parte è dedicata alle coppie adottive omosessuali: vengono messi a tema gli elementi di differenza che rendono l’adozione un percorso con sfide specifiche e l’adozione da parte di coppie omosessuali un percorso ancor più complesso.

Infine, a titolo esemplificativo, vengono riportate alcune schedature analitiche degli studi più emblematici sui temi affrontati.

Buona lettura! http://93.174.95.29/_ads/DB85857F99D4D875C702640D72F8A0D7 (clickare su “GET” in alto per scaricare il PDF del libro) o http://93.174.95.27/book/index.php?md5=DB85857F99D4D875C702640D72F8A0D7&fbclid=IwAR3pMipvNS-GQvNTlNFEN8QTVGUHe2bRH0NVYHVwI62YdVG–_8_Gi2GjOg (clickando sul titolo)

Questo l’indice:

Introduzione pag. 3
I. Le coppie omosessuali con figli
1. Come si diventa genitore e chi sceglie di diventare genitore? pag. 5
2. Esercizio del ruolo genitoriale, orientamenti educativi,
supporto familiare e sociale
pag. 8
II. I figli di coppie omosessuali pag. 13
1. Comportamento di genere, orientamento sessuale
e identità di genere pag. 14
2. Esiti di benessere pag. 21
3. Il tema dell’origine
pag. 36
III. Omogenitorialità e adozione
1. La coppia omosessuale come aspirante coppia adottiva pag. 45
2. I figli adottivi delle coppie omosessuali pag. 48

Principali ricerche: schedature analitiche pag. 53
Bibliografia pag. 105

Esiti evolutivi per figli di genitori omosessuali: che cosa sappiamo
e che cosa non sappiamo, di Paul Sullins pag. 120