PADRI CANCELLATI

I padri mancanti e le stragi negli U.S.A.

Alla luce anche delle recenti stragi negli Stati Uniti una riflessione su una delle possibili con-cause, oltre ovviamente a quella della libertà nell’acquisto e possesso di armi da fuoco automatiche, di quelle tragedie, da non trascurare perché i suoi danni sono ravvisabili anche nella nostra società.

I padri mancanti e i ragazzi “spezzati” d’America – La stragrande maggioranza degli autori di stragi viene da famiglie a pezzi.

di Suzanne Venker (fonte: Foxnews.com)

Il mio articolo più recente sulla sparatoria nella scuola di Parkland e la sua relazione con la mancanza del padre del padre ha causato uno tsunami di email. In una di queste, un uomo di nome Fritz mi ha chiesto che cosa considerassi come la radice della assenza dei padri. Ho deciso di scrivere un articolo di approfondimento per rispondere a quella domanda. Il soggetto de “Il grido disperato dei ragazzi d’America” (“The Desperate Cry of America’s Boys”) è difficile. Sottolineare che i ragazzi hanno bisogno dei loro padri è puntare un riflettore sul divorzio e sulle madri single; e questo è effettivamente sgradevole. Ma non c’è modo di parlare della mancanza dei padri in modo piacevole.
Il fatto è che il divorzio e lo sfascio della famiglia – che, per rispondere alla domanda di chi mi ha scritto, è la radice della mancanza dei padri – sono catastrofici per i figli.
C’è più di una ragione, ma un ovvio motivo è che il divorzio separa i figli dal padre.
Questo è distruttivo sia per i bambini che per le bambine, ma ogni sesso soffre in modo differente. Le bambine che crescono senza il proprio padre hanno più probabilità di entrare in depressione, di assumere atteggiamenti autolesionistici e di essere (sessualmente) promiscue. Ma hanno pur sempre le loro madri, con cui si identificano chiaramente. I bambini non hanno una identificazione paragonabile e quindi soffrono maggiormente per l’assenza del padre. Inoltre tendono maggiormente a ricorrere a gesti eclatanti in un modo dannoso per gli altri, cosa che tipicamente le ragazze non fanno.
Ciò non significa che dei genitori divorziati non possano mai far funzionare bene le cose. Alcuni ci riescono, specialmente quelli che collaborano pacificamente per condividere la custodia dei figli e abitano l’uno vicino all’altra o prendono un proprio appartamento lasciando che i figli stiano nella casa mentre vanno avanti e indietro (loro, non i figli).
Ma guardiamo in faccia la realtà: se gran parte delle coppie divorziate potesse funzionare così bene insieme, prima di tutto non sarebbero divorziate. Circostanze del genere sono rare.
Il più delle volte, i figli perdono il contatto con il padre – per due ragioni. Una è che le madri, nel divorzio medio americano, rimangono il genitore prestabilito a cui si dà la custodia dei figli, e quindi ne mantengono il controllo quasi totale. L’altra è che sono le donne a considerarsi solitamente la parte lesa, come evidenziato dal fatto che sono le mogli ad aprire il 70% delle cause di divorzio.
L’infelice risultato è che alcune madri divorziate usano qualsiasi opportunità per minare la relazione dei figli con il loro padre o, se non quello, sminuiscono il significato del ruolo paterno. Nel 2016, quando Angelina Jolie e Brad Pitt stavano divorziando, la Jolie ha effettivamente detto che non le era mai passato per la mente che suo figlio “Mad” avesse bisogno di un padre. Questo potrebbe essere un esempio estremo; ma non è qualcosa che chiunque, stella di Hollywood o persona comune, avrebbe pensato – tanto meno detto – una ventina di anni fa.
Non che le madri singole non possano essere ottime madri. Possono, eccome. Ma non possono essere padri. I bambini hanno bisogno della propria madre e del proprio padre per avere le migliori possibilità nella vita. Come ha scritto un’altra persona nella sua e-mail, Tom, che fa l’allenatore di basket per giovani fra i 12 e i 18 anni, “Sebbene questo non sia una garanzia, la famiglia bi-parentale migliora le chances affinché un giovane diventi un adulto ben bilanciato. Nell’attuale società progressista dove viviamo, i messaggi per questi ragazzi senza un padre a casa che li filtri o dia loro senso mettono questi bambini in una posizione impossibile”.
Posso garantirlo da madre di un ragazzo quindicenne che non sarebbe l’eccezionale giovane che è, senza suo padre. La verità è che mi prendo pochissimo merito per quello che mio figlio è diventato. Aveva bisogno di me soprattutto quando era piccolo, ma quando è diventato cosciente della sua identità maschile è stato a suo padre – non a me – che ha guardato per avere una guida e una direzione. Suo padre era e resta il suo modello di mascolinità.
Quando i ragazzi non hanno questo modello soffrono. E quando soffrono loro, ne soffre la società. La maggior parte dei responsabili di sparatorie nelle scuole vengono da famiglie senza padre (vedere link a: fatherless homes) e uno studio su stragisti più adulti (ad esempio Steven Paddock, responsabile del massacro di Las Vegas) produce risultati simili. Le conseguenze della mancanza del padre sono davvero semplicemente sconcertanti.
E la parte più triste è che la gran parte dei padri assenti non è assente per propria scelta. I “papà buoni a nulla” esistono, ma non a bizzeffe. In molti casi sono le donne a divorziare (link: women are divorcing perfectly good husbands) da buoni mariti per cercare quello che sarà un abbinamento migliore – il che è una naturale conseguenza dei divorzi senza addebito di colpa. Certamente, le donne sposate a uomini pericolosi o che le abusano devono chiedere il divorzio. Ma mariti e padri di questo genere non possono essere la sola spiegazione per un tasso di divorzi chiesti per il 70% da donne.
La radice dell’assenza dei padri è profonda e ampia, ma in ultima analisi risiede in due cose: nel rigetto nella nostra cultura del valore degli uomini come esseri umani cha hanno qualcosa di unico da offrire, – da una parte, diciamo loro di “comportarsi da uomini” e dall’altra diciamo loro che la mascolinità è il problema – e il rifiuto del matrimonio come un’istituzione cruciale per la salute e il benessere dei figli.
Questa radicata convinzione è stata soppiantata dalla nozione che il matrimonio serve alla soddisfazione emotiva degli adulti. Ma non è così. Il matrimonio è per le necessità dei figli, tutto qua. Così stanno le cose, e così resteranno. I bisogni dei bambini sono gli stessi di cent’anni fa. Siamo noi a essere cambiati, e non loro.
Quindi, siamo noi ad aver fallito.

Traduzione a cura di Gian Soagnoletti