L’ORIGINE DELL’IDENTITA’ GAY

 

Pubblichiamo oggi il cap. 2 del libro “The born gay hoax” (“La bufala del gay nato così”).
L’ORIGINE DELL’IDENTITÀ “GAY”
Omosessuali si “è”?
In questo capitolo vedremo come, alla fine del XIX secolo, si è passati dalla nozione di “atto omosessuale”, che fino a quel momento si riferiva all’agire rapporti sessuali con persone dello stesso, al concetto di “identità omosessuale” che invece si riferisce all’essenza stessa della persona ed è oggi ormai dato per scontato nel pensiero dominante.

 

Cap. 2
L’origine dell’identità “gay”

“Uranisti di tutto il mondo, unitevi! (Slogan militante)

Poco più di centocinquanta anni fa, il primo concetto di una  condizione “omosessuale” innata iniziò a circolare in Germania. Prima di questo momento non c’è nessuna traccia nota di alcun essere umano che abbia mai preteso di essere nato con attrazioni per lo stesso sesso (SSA). Il creatore di questo nuovo concetto fu Karl Heinrich Ulrichs (1825-95). Ulrichs, il “nonno del movimento mondiale dei diritti gay” era un avvocato, attivista politico e noto pedofilo. All’età di quattordici anni Ulrichs era stato sedotto dal suo istruttore di equitazione, un uomo di circa trent’anni.1 Osservatori che hanno familiarità con l’alta correlazione tra le molestie sessuali infantili e l’attrazione, da adulti, per persone dello stesso sesso potrebbero concludere che questa esperienza  giovanile è stata la causa della fissazione di Ulrichs.

Intorno al 1860, nel tentativo di ottenere il sostegno per abrogare l’articolo 175 del Codice penale tedesco che criminalizzava la sodomia, Ulrichs iniziò a diffondere la teoria che definisce gli individui che sperimentano ASS (Attrazione Sessuale per lo Stesso Sesso) come membri di un “terzo-genere”. Ulrichs proponeva che ne facessero parte le persone che sviluppano attrazione per lo stesso sesso a causa di una confusione psico-spirituale, in cui il corpo di un uomo diventa abitato dall’anima di una donna (e viceversa per le donne). Ulrichs coniò il i termini “Urning” (maschio) e “Dailing” (femmina) per riferirsi ai membri di questo “terzo-genere”, che non era né maschio né femmina, ma una combinazione di entrambi. Il termine “Uranista” fu introdotto nel 1862 come nuova designazione per la sessualità tra persone dello stesso sesso in generale (sia Urnings che Dailings). Il termine è preso dal Simposio di Platone, in cui si dice che l’Eros per lo stesso sesso cada sotto la protezione della nona musa, Urania. Ulrichs pensava che, dal momento che le attrazioni dello stesso sesso erano naturali, la sodomia non avrebbe dovuto essere criminalizzata.

Sebbene Ulrichs non fosse riuscito ad abolire la legge sulla sodomia, i suoi sforzi  furono comunque influenti, come evidenziato dall’ondata di attivismo politico e pubblica simpatia per gli “Uranisti” in quel periodo. E fu proprio in mezzo a questo cambiamento del clima politico che uno scrittore tedesco-ungherese di nome Karoly Maria Benkert (1824-82) scrivendo sotto lo pseudonimo di Karoly Maria Kertbeny, coniò il termine “Omosessuale” in una lettera aperta al ministro della Giustizia prussiano nel 1869.2 Fino a quel momento, uomini e donne che commettevano atti sessuali tra persone dello stesso sesso erano consosciuti come “Sodomiti”, “pederasti” o “Knabenschaender” (letteralmente, “violentatori di ragazzi”).3

Ulrichs e Kertbeny avevano capito che l’opposizione sociale alla sodomia nasceva dalla convinzione della gente che essa fosse un atto innaturale e irrazionale. Allo scopo di contrastare le connotazioni comportamentali indissolubilmente legate a termini come “Sodomita” e ” violentatori di ragazzi”, Ulrichs e Kertbeny decisero di coniare nuovi termini che facessero riferimento ad un’identità sessuale, piuttosto che a un comportamento specifico. E ci sono riusciti. In effetti, il loro risultato più influento si è dimostrata la coniatura dei termini “uranista” e “omosessuale”. Durante questo periodo, gli uomini tedeschi che praticavano la sodomia iniziarono a definirsi “uranisti” e lo slogan militante, “Uranisti di tutto il mondo, unitevi!” venne usato a livello a livello internazionale.4 Sebbene il termine basato sull’identità di Ulrichs non sia rimasto in uso a lungo, quello di Kertbeny, “omosessuale”, ha dimostrato di avere un fascino più duraturo.

Il critico sociale Mark Steyn spiega come la coniatura di questi termini da parte degli attivisti abbia svolto un ruolo centrale nel movimento di normalizzazione dell’attività sessuale tra persone dello stesso sesso influenzando sottilmente l’opinione pubblica attraverso il lessico. Storicamente, spiega Steyn, la questione morale riguardo l’attività sessuale tra due persone dello stesso genere era identificata con il termine sodomia, un atto. Si può pensare alla sodomia come accettabile oppure inaccettabile; in entrambi i casi, è un atto che qualcuno sceglie di compiere. In seguito, spiega Steyn,  alla fine del diciannovesimo secolo, l’atto fu ridescritto come la condizione di certe persone, che è stata definita “omosessualità”. Successivamente (solo pochi decenni fa) il termine “omosessualità” è stato nuovamente aggiornato, questa volta riferendosi all’identità stessa della persona, in modo che ora identifichiamo le persone come “gay” o “etero” o in qualche posizione “nel mezzo”. Ora il termine descrive chi è una persona. È diventato fondamentale per la propria identità come l’etnia. Steyn spiega: “Ogni nuova formulazione aumenta la posta in gioco: si può contestare e persino criminalizzare un atto; verso una condizione si è obbligati ad essere comprensivi; ma una volta che si tratta di un’identità a tutti gli effetti 24/7, come essere Ispanici o Inuit, qualcosa di meno che un’accettazione completa ti fa marchiare come un bigotto.”5

La strategia socio-politica di Ulrichs si è affermata come modello funzionante nella Germania di fine XIX secolo. Tuttavia, i successivi disordini politici sia all’interno del movimento pro-sodomia, sia in tutta la Germania ha spinto il movimento alla clandestinità. La strategia di Ulrichs era destinata a rimanere inattiva in modo esplicito per quasi un secolo; eppure la sua influenza è sopravvissuta implicitamente nel linguaggio. La teoria del “terzo genere” ha stabilito un nuovo concetto per le masse.

Questo concetto portava con sé un progetto completamente nuovo per il futuro della società.

 

1 Kennedy, Hubert. “Man / Boy Love in the Writing of Karl Heinrich Ulrichs” Kennedy in Pascal, Mark (a cura di) p. 15.

2 Lauritsen, John e Thorstad, David; Il primo movimento per i diritti omosessuali: 1864-1935; New York, Times Change Press, 1974, p. 6

3 Steakly, James D., Il movimento omosessuale per l’emancipazione in Germania. New York, Arno Press, 1975 p. 13) -tutti i termini riferendosi all’atto di sodomia.

4 Rutlegge, Leigh W., The Gay Book of Lists. Boston, Alyson Publications Inc., 1987, pag. 41 e pag. 45 in Pink Swastika

5 Mark Steyn, “Non c’è modo di fermarli ora”, Chicago Sun-Times, 13 luglio 2003, p.35