STONEWALL Oltre la leggenda arcobaleno

Con oggi cominciamo la pubblicazione a puntate della traduzione in Italiano del libro di Ryan Sorba, un giovane attivista conservatore degli Stati Uniti, intitolato “The Born Gay Hoax” (La bufala del gay nato così) che ci aiuterà a riflettere sulla storia e i contenuti dell’ideologia LGBT.

Procederemo in modo inusuale pubblicando i capitoli che ci appaiono più adatti a commentare l’attualità e cominciamo oggi dal capitolo 6 che, in chiusura del cosiddetto “Pride Month”, ci racconta l’origine dei Gay Pride a cominciare dalla leggendaria notte dei Moti di Stonewall di cui quest’anno è ricorso il 50mo anniversario.

Buona lettura

CAP. 6

Le rivolte di Stonewall e la politicizzazione dell’identità “gay”

Two, four, six, eight ‐‐ Smash the family, smash the state!”

(“Due, quattro, sei, otto – distruggi la famiglia, distruggi lo stato!” trad.) Lo slogan popolare degli attivisti omosessualisti degli anni ’70) 30

Nel 1969, l’influenza di una crescente sottocultura sessuale in America aveva generato la richiesta di attività sessuali devianti nelle grandi città. Sorsero “i “bar gay” a Los Angeles e New York, che ospitavano un bizzarro miscuglio di “regine di strada”, tossicodipendenti e prostituti ragazzini.31 A New York molti uomini erano regolarmente impegnati in atti sessuali pubblici con partner anonimi “nel retro dei camion parcheggiati vicino ai moli del West Village”32 e nei bagni pubblici. La sodomia si verificava così frequentemente tra i cespugli di un parco pubblico che le autorità furono costrette a tagliare gli alberi per fermarla.33 In risposta agli sforzi della Polizia per scoraggiare questo comportamento sempre più spudorato, i partecipanti hanno cominciato a organizzarsi per chiedere il “diritto” alla sodomia pubblica. Incoraggiati dai loro numeri, iniziarono a fare picchetti davanti alle imprese come i grandi magazzini di Macy, che avevano contrastato la sodomia nei loro bagni.34

La sera del 27 giugno 1969, il movimento omosessualista adottò ufficialmente il terrorismo come mezzo per raggiungere il potere quando un’assurda folla di “drag queen, lesbiche, gente di strada e tipi da bar”35 attaccò fisicamente gli agenti di polizia che stavano effettuando un blitz allo Stonewall Bar di Christopher Street a New York. Lo Stonewall Inn era “uno dei più noti tra (i bar) controllati dalla mafia”,36 ed doveva essere chiuso per vendita di alcolici senza licenza. Era anche un paradiso per pervertiti. Mentre la polizia incominciava a trattenere alcuni baristi per interrogarli, una folla di uomini si radunò dall’altra parte della strada. Il libro The politics of Homosexuality di Toby Marotta, attivista omosessuale, include la testimonianza oculare di un giornalista del “Village Voice”: “Quasi come ad un segnale la folla è esplosa in lanci di sassi e bottiglie… Il cassonetto sul quale stavo mi è stato quasi strappato da sotto i piedi da un da un ragazzo che voleva usarlo per sfondare una finestra nei tumulti. Dal nulla arrivò un parchimetro sradicato, usato come un ariete contro la porta dello Stonewall. Ho sentito diverse grida di “Prendiamo della benzina!”, ma le vampate di fuoco che sono presto apparse dalle finestre dello Stonewall [dove i poliziotti erano intrappolati] sono state comunque uno shock.”37

Al mattino, il bar di Stonewall era un rudere bruciacchiato e quattro poliziotti erano rimasti feriti. I leader omosessualisti hanno dichiarato la violenza un successo. È interessante notare che l’anniversario di questo evento è noto oggi come “Gay Pride Day” e presenta sfilate e altri eventi assai noti per i loro atti sessuali pubblici e la nudità.38 È ironico che gli stessi attivisti emersi da questo nuovo ambiente militante abbiano sviluppato la strategia di rivendicare lo status di vittima attraverso l’uso di simboli come il triangolo rosa.”39

L’ascesa della militanza rifletteva l’emergere di una fazione aggressiva “mascolina” del movimento pro-gay americano, simile a quello che avvenne a cavallo del secolo scorso in Germania. In seguito alle rivolte di Stonewall, il Mattachine Action Committee del capitolo di New York della Mattachine Society (la prima organizzazione per i diritti degli omosessuali negli Stati Uniti d’America, n.d.t.) aveva chiesto a gran voce una “resistenza organizzata”. 40 Tuttavia, il controllo del movimento è stato loro sottratto da un gruppo ancora più radicale di attivisti, il “Fronte di liberazione gay” (GLF), così denominato “perché suonava come il Fronte di Liberazione Nazionale, l’alleanza formata dai Viet Cong”. 41 Al centro di questa nuova cerchia di potere c’era Herbert Marcuse, 42 un socialista di lungo corso che aveva imparato la sua politica (e forse la sodomia) nella Germania pre-nazista. Lo storico omosessualista Barry D. Adam scrive: “Herbert Marcuse, che era stato un giovane partecipante alla rivoluzione tedesca del 1918 ed era stato immerso nel pensiero dei movimenti di “riforma della vita” della Repubblica di Weimar, catturò l’attenzione di molti del movimento di liberazione gay . Il suo Eros and Civilization, pubblicato nel deserto ideologico del 1955, ha fatto da ponte tra i movimenti gay del periodo anteguerra e quelli del dopoguerra con la sua visione implicita dell’omosessualità come protesta “contro l’ordine repressivo della sessualità procreativa”43.

Sulla scia delle rivolte di Stonewall “I fronti di liberazione gay” sorsero in tutto il paese, usando metodi di intimidazione e coercizione per ottenere vantaggi politici.44 Presero immediatamente di mira la comunità medica, la cui crescente efficacia nel trattare l’attrazione omosessuale minacciava il movimento.44 Il “Gay Liberation Fronts”, scrive Adam, “prese d’assalto i congressi medici di psichiatria, medicina e modificazione del comportamento, di San Francisco, Los Angeles e Chicago”, azzittendo con le urla gli oratori e terrorizzando le persone presenti nel pubblico45. La Mattachine Society, a causa di quanto fossero diventate estremiste, predisse che le “violente tattiche” del Fronte di Liberazione Gay non avrebbero avuto seguito nel movimento46, ma si sbagliavano. Sebbene il GLF sia imploso nel 1972, in parte a causa di un conflitto tra “drag queen e machos” [“Fems” e “Butches”- effemminati e “macellai”, n.d.t.], la loro filosofia coercitiva ha prevalso.47

Redazione

30 Oosterhuis and Steakley:231 Marotta:71

32ibid.:93

33Adam:85

34ibid.:85

35Marotta:75

36Marotta:75

37ibid.:72

38ibid.:158

39 Adam:86

40Adams:81

41ibid.:91

42ibid.:88

43ibid.:84

44Rueda:101ff

45 Adam:87f

46 Marotta:136

47Adam:90