Qual è la funzione sociale dei «divieti» e dei «tabù»?

 

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Non credo affatto che la contemporanea disaffezione delle Scienze Sociali nei confronti del concetto di «Tabù» sia casuale. In quanto concetto-cardine dell’antropologia culturale, i «tabù» (ma il discorso vale in generale per tutti i divieti), devono oggi essere dissolti e dimenticati, sottostimandoli ad inutili residui di un passato ormai remoto. Si tratta di un’operazione di ingegneria sociale, che ha come logica conseguenza l’indebolimento psichico e cognitivo tanto del singolo quanto della società intera.

Io credo invece che i tabù, i divieti, i «no», le critiche sociali, stigma compreso, abbiano una insostituibile funzione edificante e protettiva, tanto per l’individuo che per la società intera. I famosi «no che aiutano a crescere» sono gli stessi che proteggono tanto il bambino quanto una società intera. Proteggono dalla Follia e dal Nulla, che sempre restano in agguato nella storia dell’umanità.

 

 

Alessandro Benigni