Fabbricare in laboratorio e vendere bambini: la follia della volontà di potenza

 

 

La guerra contro i bambini è la più spaventosa forma di volontà di potenza (Wille zur Macht) che si possa immaginare. Aveva ragione Nietzsche (cfr. Delle tre metamorfosi, in Così parlò Zarathustra): il bambino è “un sacro dire sì”. Come diceva anche Hannah Arendt, il bambino è “un nuovo inizio”, un inizio assoluto. La massima libertà del dare cominciamento, ogni volta, ad un nuovo mondo: è questa l’avventura della vita che ricomincia ogni volta, quando un uomo viene alla Luce.

E così, la pretesa della Tecnica – di cui l’uomo non s’avvede, riprendendo Emanuele Severino – è precisamente quella di estendere il suo dominio alla libertà dell’uomo. Ma come si manifesta – concretamente – questa follia?

Lo vediamo tutti i giorni, quando le star, i ricchi più “in” e ancor peggio le coppie same-sex, si fanno letteralmente fabbricare un bambino e lo acquistano come una merce qualsiasi nella forma più radicale di alienazione (e qui si recupera Marx, alla grande).

Heidegger diceva che “solo un Dio ci può salvare” (“Nur ein Gott kann uns retten”).

No. Non è una divinità, né una religione a poterci salvare.

Io penso invece che solo il Signore possa intervenire.

Solo Lui, non una fede qualsiasi.

La ragione è al tramonto: ovunque l’uomo è convinto che ciò che la Tecnica rende possibile – per il solo motivo che è possibile – allora si può fare.

A che serve il dialogo?

 

 

 

Alessandro Benigni

 

 

 

 

 

4 Gennaio 2019