Non ignorate la prospettiva del bambino nelle vicende di coppie gay che commissionano bambini  

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Non ignorate la prospettiva del bambino nelle vicende di coppie gay che commissionano bambini  

(Nel link originale trovate i link agli articoli in lingua originale cui fa riferimento. Nel nostro testo i link sono alla traduzione automatica Google)

Com’è per un bambino crescere non solo senza conoscere sua madre, ma con la consapevolezza che è stata assunta e pagata per questo?

 

Di Katy Faust 30 gennaio 2017

Quasi ogni settimana viene pubblicato un nuovo articolo glamour su una coppia gay (o single) che ha creato bambini con l’aiuto della sempre più florida “industria della fertilità”. L’ultimo: “Gli uomini gay si rivolgono sempre più a surrogati per avere dei bambini.”  (per essere più aggiornati ricordiamo la nuova bambina avuta da Ricky Martin e “marito” N.d.T.)

L’articolo offre un’immagine emotiva ed empatica  di due uomini adulti che hanno utilizzato la tecnologia per ottenere ciò che la loro unione biologica proibiva: avere due figlie gemelle. Non sorprende che l’autore non spenda un minuto per considerare il benessere emotivo dei due piccoli esseri umani creati attraverso questo processo di sfruttamento costoso e sperimentale.

Ogni volta che leggo questi articoli, sempre coronati da immagini che rappresentano quadretti familiari perfetti, sempre dal punto di vista dei genitori, non posso fare a meno di ascoltare le voci di figli ormai adulti che hanno sofferto a causa dell’assenza intenzionale della madre e del padre.

Non stiamo raccontando l’intera storia

Quindi, concedetemi un piccolo viaggio nel futuro. Essendomi immersa nella narrativa personale di questi figli e nei dati concreti del loro sviluppo personale successivo, ho pensato che fosse giusto raccontare questa storia dal punto di vista della bambina basandomi su varie testimonianze di quelli che l’hanno preceduta.

Ecco Baby Girl # 2, nel gennaio del 2042, che ci presenta  il suo punto di vista su “Sono sempre di più gli uomini gay che si rivolgono all’utero in affitto per  avere bambini”.

I miei papà hanno fatto acquisti per avere  me e mia sorella. Hanno selezionato la mia madre genetica in base alla sua razza, al colore della pelle, al colore degli occhi e si sono accertati che fosse ben  istruita, atletica e senza disabilità fisiche. Hanno comprato gli ovuli  di mia madre – molti ovuli – in modo da poter scegliere i migliori embrioni. Hanno affittato l’utero di un’altra donna per 9 mesi. Per meglio dire,  per 8 mesi: eravamo premature e sottopeso. Mio padre ha deciso che ognuno di loro avrebbe avuto un figlio genetico, quindi sono la sorellastra della mia gemella, il che è strano. Mentre i miei due papà sentivano che era importante avere una connessione biologica con i loro figli, non sembra che abbiano  pensato che anche io  avrei potuto volere una relazione con la mia madre biologica.

Quando ero piccola odiavo la festa della mamma. Vedevo tutti i miei amici festeggiare le loro mamme e avrei voluto averne una anch’io. Mi sono sempre chiesta dove fosse mia madre, in quella giornata. Pensava a me quanto io pensavo a lei? Ma poi, non ero sicura a chi pensare come mia madre: a quella da cui ho preso il naso, o quella che mi ha dato il gusto per il cibo piccante? I miei papà mi hanno detto di fare dei bigliettini per mia nonna al suo posto. Questo mi faceva confondere perché le donne contavano abbastanza perché io festeggiassi mia nonna, ma non abbastanza per me perché io avessi una madre. Volevo una mamma come i miei amici ma non volevo parlarne perché non volevo ferire i sentimenti di mio padre. È difficile parlare con tuo padre del fatto che provi mancanza per tua madre quando lui è responsabile che tu non ce l‘abbia. Come fai a parlare con qualcuno e dirgli in sostanza che loro non sono abbastanza una “famiglia” per te? C’erano delle volte in cui mi sentivo così triste e arrabbiata con mia madre per non esserci stata per me, e poi  volte in cui mi sentivo arrabbiata con me stessa per aver persino voluto una mamma tanto per iniziare. Ma l’ho fatto . E lo faccio.

Crescendo, mi piaceva stare a casa di una mia amica che aveva una mamma. A volte sua madre tirava fuori il suo abito da sposa in modo che potessimo fare le principesse ed  io ero invidiosa della mia amica perché desideravo che ci fosse un abito da sposa nella soffitta di casa mia. Alla scuola elementare ho avuto alcuni “problemi di adattamento” e hanno iniziato a darmi il Ritalin per l’ ADHD (disturbo dell’attenzione, N.d.T.) in quarta elementare. Ero abbastanza legata al mio padre genetico, ma non tanto all’ altro mio padre e mi sentivo in colpa per questo. Ho lottato con problemi di identità. Da adolescente, ho trascorso molto tempo online cercando in giro se ci fossero altri miei fratellastri. Non posso accedere alle registrazioni della mia mamma donatrice di ovuli a causa delle politiche aziendali delle criobanche. Ho visto le foto della mia madre surrogata, ma non mi assomiglia. Ho amici adottati che stanno cercando le loro mamme di nascita, ma non ho una mamma di nascita. Ho una donatrice  e una surrogata. Quindi non posso nemmeno fantasticare di trovare quell’unica  donna che desidero così tanto.

Le poche volte in cui ho osato esprimere il mio desiderio di avere una  madre, la risposta degli adulti è stata “sei stata  tanto desiderata” o “dovresti sentirti fortunata ad avere due genitori che ti amano” o che “dovrei essere grata di essere viva“. Sentivo quella sensazione che “abbiamo pagato per te, tu sei  nostra figlia, non dovresti voler andare a cercare qualcun altro.” Ma qualcosa dentro di me vuole disperatamente conoscere quell’altra metà del mio DNA . Ho perso il sonno per questo. Amo i miei papà, ma più mi hanno raccontato sul mio concepimento, più mi sono sentita a disagio per il fatto che  avessero speso così tanti soldi per farmi. E mi chiedevo cosa sarebbe successo se avessi avuto caratteristiche fisiche sbagliate o una disabilità. Avrebbero “scelto” me o mi avrebbero eliminata? Ora ho 25 anni e a  mia sorella gemella, che non è mai sembrata preoccuparsi di queste cose, è stata appena diagnosticata la depressione e ha iniziato a prendere antidepressivi. A volte mi sento smarrita.

Una crescente tendenza a violare i diritti dei bambini

La storia della bambina sembra molto diversa da quella condivisa nell’articolo originale, sì?

Questi due uomini avevano un desiderio profondo di essere padri. Quanto è fantastico questo? Tuttavia, si suppone che siano i padri a fare sacrifici e questi uomini, motivati ​​unicamente dai loro sentimenti, hanno scelto di sacrificare il bisogno di quelle ragazze di avere una madre invece di affrontare la verità biologica delle loro scelte di vita. In altre parole, invece di risolvere i loro sentimenti di perdita, ne hanno assicurato di duraturi e per tutta la vita alle loro figlie.

Ma al di là dei sentimenti degli adulti o dei bambini, questo articolo vuole illustrare una tendenza crescente nelle violazioni dei diritti fondamentali del bambino. Potresti aver saltato di leggere l’articolo vero e proprio perché, come me, sai che questo tipo di articolo celebrativo si concentrerà esclusivamente sui desideri degli adulti. Così ho tirato fuori alcuni dei dettagli meno etici per te su cui rimuginare. Per comodità li ho elencati qui in ordine:

“Gli  ovuli sono stati estratti dalla donatrice e fecondati. Quindi due degli embrioni migliori sono stati impiantati nell’utero della madre surrogata; uno di loro appartiene biologicamente a Hastings, l’altro a Hoppe-Hastings. Ci sono stati altri ostacoli nel percorso: le bambine sono nate con 6 settimane di anticipo e hanno dovuto trascorrere 19 giorni in un’unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di zona di Chicago”.

Quali sono i diritti dei bambini in gioco, esattamente?

Ecco. Facciamo il gioco “Citiamo tutte la violazione dei Diritti di Quel Bambino”, va bene?

  1. Mercificazione dei bambini. I bambini non sono prodotti, sono esseri umani con diritti intrinseci e perciò degni di protezione. La selezione di embrioni desiderabili basata su salute, aspetto, genere, razza o altre caratteristiche considera gli esseri umani come prodotti, non come persone. Questo tipo di comportamento è appropriato quando si acquista un’auto, ma non quando si ha un figlio.
  2. Diritto alla vita. Gli embrioni ritenuti inaccettabili sono stati probabilmente distrutti. E spesso i genitori committenti, per massimizzare il loro investimento, impiantano più embrioni e quindi fanno praticare la “riduzione selettiva” (cioè fanno praticare aborti a circa 20 settimane) di figli non desiderati, anche se sono perfettamente sani.
  3. Diritto alla propria madre. I bambini hanno il diritto ad entrambi i genitori biologici. Non sono oggetti da tagliare e incollare nelle formazioni amorose degli adulti. Come ogni altro bambino, queste bambine probabilmente desidereranno una relazione con entrambi i genitori biologici. I bambini non hanno solo bisogno di “amore e sicurezza”. In realtà bramano l’amore genitoriale maschile e femminile e ricevere i benefici unici e complementari sia dalla madre che dal padre.
  4. Diritto alle loro informazioni genetiche. I bambini desiderano e hanno il diritto ad avere la loro identità biologica. Non solo perché loro vogliono capire chi sono, ma questo è anche fondamentale per la loro salute medica a lungo termine e per la salute dei loro propri figli. È una violazione del diritto di un bambino negare arbitrariamente l’accesso a metà della propria biologia.
  5. Diritto alla loro eredità. La connessione biologica contava abbastanza per questi padri “committenti” da assicurare che ognuno di loro avesse un proprio figlio biologico. Probabilmente perché volevano anche che fossero legati a loro i futuri nipoti e pronipoti. Ma funziona anche nell’altro senso. I bambini hanno il diritto e desiderano di sapere ed essere conosciuti da entrambi i rami della loro famiglia allargata e della loro cultura razziale/etnica quando possibile.
  6. Diritto di nascere gratuitamente, non comprati e venduti. Come accennato nell’articolo, l’acquisto di ovuli e l’affitto di un utero di una madre surrogata costa tra $ 100.000 e i $ 200.000. Molti bambini nati tramite la donazione di sperma o di ovuli sono turbati dal fatto che per il loro concepimento ci sia stato uno scambio di denaro, non importa quanto poco. Ho sentito un figlio ormai adulto commentare dolorosamente: “Mio padre (donatore di sperma) è stato pagato $ 75 per rimanere fuori dalla mia vita per sempre.”
  7. Esposizione dei bambini a maggiori rischi medici. Le gravidanze derivanti dalle tecnologie riproduttive hanno maggiori probabilità di comportare complicazioni. I bambini nati attraverso la maternità surrogata, ad esempio, hanno maggiori probabilità di essere prematuri, soffrono di basso peso alla nascita e hanno difficoltà ad adattarsi probabilmente a causa “dell’assenza di un legame gestazionale con la madre.

Avete vinto punti bonus se avete notato la completa assenza di informazioni sul rischio per le  donatrici di ovociti e le madri surrogate.

Rispettate i bisogni dei bambini prima dei desideri degli adulti

Un sistema migliore sarebbe che gli adulti riconoscessero e costruissero le loro vite e le loro scelte in modo tale da rispettare i diritti fondamentali dei bambini, indipendentemente dai loro sentimenti. Ma questo è il 2017, in cui rendiamo culto presso l’altare dei desideri degli adulti.

Le storie sull’assenza intenzionale della madre e del padre dipingeranno sempre gli adulti come vittime, e i bambini come qualcosa a loro dovuto. Non lasciatevi imbrogliare. Quando si tratta di maternità surrogata e di riproduzione per conto terzi, non sono gli adulti quelli a cui dobbiamo la nostra solidarietà, sono i bambini.

Questa non sarà l’ultima storia che leggerete di bambini concepiti attraverso la donazione di sperma, la donazione di ovuli e la maternità surrogata. (E verrà sempre raccontato dalla prospettiva luminosa dei genitori.) Quindi armatevi di dati dalla vita reale e storie sull’effettivo impatto che queste tecnologie riproduttive e le strutture familiari alternative hanno sui bambini.

C’è sempre un altro lato della storia. Ed è la parte dei bambini che merita la nostra attenzione in ogni storia.

 

 

Katy Faust è la fondatrice e direttrice dell’organizzazione per i diritti dei bambini, “Them Before Us” (Loro prima di noi) e dirigente di CanaVox  (associazione femminile in supporto del matrimonio N.d.T.) dello Stato di Washington. Dopo il college, ha ricevuto una borsa di studio Fulbright a Taiwan, e ha lavorato con la più grande agenzia di adozione cinese nel mondo. È sposata e madre di quattro figli, il più piccolo dei quali è stato adottato dalla Cina.