“Chi sei tu per pretendere pietà?”


​Se non abbiamo avuto pietà per un bambino indifeso, se non abbiamo avuto pietà per una madre e un padre sconvolti dal dolore mentre tengono in braccio il loro piccolino condannato a morire, perché dovremmo averne per l’operaio che perde il lavoro, per l’imprenditore che si suicida, per l’anziano che non sopravvive con la pensione, per i bambini cui crolla in testa la scuola, per i malati che non trovano un letto in ospedale, per il cittadino vittima di delinquenza, per il profugo accolto in condizioni disumane?

Perché dovremmo avere pietà per te, chiunque tu sia e in qualunque condizione tu versi?

Se oggi godi perché vedi riconosciuti i tuoi presunti “diritti”, sappi che a breve sentirai sibilare al tuo orecchio: “Chi sei tu per pretendere pietà?”

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