LETTERA APERTA ALL’ #OrdinedegliPsicologi

LETTERA APERTA AL DOTT. FULVIO GIARDINA (Presidente Ordine Nazionale Psicologi)

Egregio Presidente

Circa tre anni fa in risposta ad una affermazione del ministro Lorenzin sulla necessità per un bambino di avere una figura materna e paterna, Lei ebbe a dire, tra le altre cose, che “la letteratura scientifica e le ricerche in quest’ambito sono concordi nell’affermare che il sano ed armonioso e sviluppo di bambini e delle bambine, all’interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso”. Oggi a tre anni di distanza, sono stati pubblicati anche studi di segno opposto e soprattutto la letteratura scientifica portata a sostegno della non influenza del sesso dei genitori sul benessere psicofisico è risultata afflitta da gravi carenze metodologiche come messo in evidenza da autorevoli studiosi. Per quanto riguarda il nostro paese ad es. la materia è stata rivista in modo critico da Elena Canzi in un volume con la prefazione degli studiosi Eugenia  Scabini e Vittorio Cigoli. A ciò si stanno aggiungendo una sempre più rilevante mole di testimonianze di bambini oggi giovani o adulti (soprattutto dagli USA dove il fenomeno della surrogazione da parte di coppie gay è meno recente) che affermano di aver sofferto o di soffrire per la mancanza del padre o della madre e di non poter conoscere la metà della propria origine genetica. Ma  soprattutto riprendendo il contributo di Scabini e Cigoli «Possiamo evitare di parlare di origine e di essere originato da una relazione? Possiamo, nel legame di filiazione, operare una scissione tra l’aspetto genetico e quello simbolico cercando di dimostrare che i legami di filiazione stanno in piedi “indipendentemente” dal legame genetico perché quello che conta è la qualità della relazione (percepita) e non la famiglia come struttura? Possiamo evitare di prendere in considerazione responsabilmente i rischi anche psichici che si corrono quando si sceglie di dar vita ad un nuovo essere umano silenziando aspetti cruciali della sua storia genealogica?»

Non crede quindi che su argomenti così delicati e che riguardano il benessere dei bambini, si debba essere almeno molto prudenti, mantenere il senso critico ed attenersi al principio di massima precauzione prima di sdoganare tecniche come l’utero in affitto, i cui effetti nel lungo termine non sono affatto scontati? Le vorremmo sommessamente ricordare che, poiché verba volant ma scripta manent, le affermazioni che oggi possono provocare l’applauso, domani potrebbero essere invece fonte di vergogna.

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