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GENITORIALITA’ OMOSESSUALE: COSA DICONO REALMENTE LE RICERCHE
Uno degli obiettivi continuamente rivendicati dai movimenti LGBT è quello del diritto alla filiazione che è direttamente connesso alla questione del matrimonio omosessuale e delle unioni civili. Per raggiungerlo queste organizzazioni si sono impegnate nella produzione di studi di psicologia sociale con l’intento di dimostrare che non c’è alcuna differenza fra i bambini cresciuti in contesti omosessuali da quelli cresciuti in famiglie composte da genitori di sesso opposto. Gran parte degli studi in questione sono stati infatti effettuati da ricercatrici lesbiche (spesso con figli ottenuti tramite fecondazione eterologa) legate ad organizzazioni LGBT (es. National Longitudinal Lesbian Family Study – NLLFS).  Più recentemente sono però uscite diverse altre ricerche che hanno evidenziato aspetti critici della genitorialità omosessuale. Per fare il punto della situazione è stato pubblicato su Psychlogical Reports (Schumm 2016) una review su questo controverso argomento. 

Lo studio evidenzia prima di tutto che, sulla base della letteratura disponibile, le coppie omosessuali sono caratterizzate da una minore stabilità rispetto a quelle composte da un uomo od una donna. Questo fatto può comprensibilmente costituire un problema per i bambini, dato che per essi la sostituzione della figura accudente (care-giver) rappresenta spesso un evento traumatico.

Riguardo invece ai problemi emotivi e psicologici dei bambini che vivono con coppie dello stesso sesso, gli studi sono apparentemente contrastanti. Quelli che riportano la “non differenza” si basano su campioni limitati numericamente, spesso non casuali, costituiti da bambini piccoli o che hanno passato poco tempo in “famiglie” omosessuali. Queste ricerche sono state condotte basandosi quasi esclusivamente su report e interviste (a volte telefoniche) ai familiari dei bambini e non su osservazioni effettuate sui bambini stessi. Questo rappresenta ovviamente un forte limite per questi studi: difficilmente un genitore ammetterà che il  proprio figlio è “problematico” specie se appartiene ad una minoranza sessuale che vuole ottenere una legittimità sociale come genitore. Invece gli studi longitudinali che si basano su campioni più numerosi e che riguardano adolescenti o giovani adulti, riportano maggiori difficoltà per quelli cresciti con genitori dello stesso sesso. 

Nello studio vengono inoltre messi in luce tutti i problemi metodologici riscontrati nelle ricerche sulle adozioni omosessuali, concludendo che al momento non possono essere tratte conclusioni certe sulla base delle ricerche esaminate. Pertanto l’affermazione secondo cui il sesso dei genitori è ininfluente per la crescita ed il benessere dei bambini, propagandata dello organizzazioni LGBT e purtroppo imprudentemente ripresa anche da alcune organizzazioni di psicologi, non è scientificamente sostenibile.

F. Gordon

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