PAYPAL #gayfriendly

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“Pay Pal ha messo dei paletti quando la Carolina del Nord ha fatto passare una legge che proibisce di usare i servizi igienici riservati al sesso opposto, ma quei paletti si sono infranti sulle coste della Malesia, uno dei Paesi meno favorevoli a politiche pro LGBT. PayPal ha cancellato l’apertura della sua nuova sede in Carolina del Nord quando il suo CEO Daniel Schulman ha dichiarato che quella legge discrimina i transgender, e che sarebbe costata alla Carolina 400 posti di lavoro ben pagati.
Peccato però che il Codice Penale 187 malese, che punisce la condotta omosessuale con 20 frustate e detenzione fino a 20 anni, non abbia trattenuto PP dall’aprire un centro di operazioni globali proprio laggiù, stimando che nel 2013 avrebbe dato lavoro a 500 persone. All’epoca John McCabe, vicepresidente senior per le operazioni globali, dichiarò di aver scelto il Paese asiatico per la sua forza lavoro altamente qualificata, globalmente competitiva e poliglotta, oltre a un ambiente di lavoro di prima classe e a una infrastruttura tecnologica.
Ma né PayPal né la Malesia sono casi isolati. Che sia Apple ad aprire negozi in Arabia Saudita, o American Airlines a cercare di dominare il mercato dei viaggi a Cuba, molte delle aziende che hanno minacciato di tagliare i ponti con la Carolina del Nord per la sua legge sui servizi igienici (!!!!!!) non vedono l’ora di fare affari d’oro in Paesi guidati da regimi molto più repressivi verso i gay.
La sede internazionale di PP si trova a Singapore, dove i rapporti sessuali tra uomini sono punibili con un massimo di 2 anni di prigione, e anche l’abbandono della spazzatura è punito a frustate. L’azienda ha un centro di sviluppo software a Chennai, in India, dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso è proibito.
Matt Sharp, consigliere legale per l’Alliance Defending Freedom ha detto che le azioni a livello internazionale di PP fanno più rumore delle sue parole in patria.
Tra le varie altre aziende che hanno voluto dare lezioni alla CN benché facciano affari con Paesi ostili ai gay c’è Apple, il cui CEO Tim Cook è stato uno degli amministratori delegati di alto profilo che ha firmato una lettera diretta al Governatore della CN Pat McCrory chiedendogli di ritirare la legge.
Ma Apple ha stabilimenti in Cina, dove i diritti gay sono severamente limitati (lo stesso per Cuba, prossimo “paradiso” dell’American Airlines), e ha appena aperto dei negozi in Arabia Saudita, dove le persone omosessuali sono pubblicamente giustiziate di routine, la propaganda per i diritti gay è severamente punita, come lo è il travestitismo e qualunque religione che non sia l’Islam.
Ma se PP si è diffuso in 25 Paesi con leggi ostili ai gay, lo Spartacus Gay Travel index elencava nel 2013 una lunga lista di Paesi dove era pericoloso viaggiare per gli omosessuali, dove la Malesia figurava 142ma, in lista con la Nigeria, il Kenya e il Pakistan.

Fonte: http://www.washingtontimes.com/news/2016/apr/7/paypal-apple-lecture-north-carolina-do-business-in/

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