PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA ? UNA PRATICA REALMENTE PRIVA DI RISCHI?

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Quando parliamo di omogenitorialità e soprattutto di utero in affitto ci si dimentica spesso che le tecniche di fecondazione artificiale sono quasi sempre parte integrante di questi fenomeni. Nel caso infatti dell’utero in affitto il concepimento avviene sempre in vitro utilizzando il seme di uno dei partner omosessuali (o talvolta di entrambi) e l’ovulo di una donatrice che poi viene impiantato nella gestante (detta anche madre surrogata). La fecondazione in vitro (IVF) è oramai una pratica molto comune, in Italia si stima che nascano circa 12.000 bambini all’anno con queste tecniche.
Ma la IVF è una tecnica realmente priva di rischi per il bambino? Secondo il Dr. Gagneux, uno zoologo e biologo evoluzionista dell’Università di San Diego (California) le tecniche di riproduzione assistita rappresentano una grande “esperimento evoluzionistico” potenzialmente pericoloso. Sebbene queste tecniche siano considerate generalmente sicure, secondo questo scienziato ci sono almeno due studi che dovrebbero suonare come un campanello di allarme. Nel primo, dei topi concepiti con IVF con l’invecchiamento hanno sviluppato seri problemi di salute come il diabete, l’ipertensione e l’obesità, nel secondo (ancora più preoccupante) dei bambini di 6 anni concepiti con IVF e in modo naturale sono stati portati ad una quota di 3.500 m di altezza, situazione che a causa della diminuzione della presenza di ossigeno, mima gli effetti dell’invecchiamento. Ebbene il cuore dei bambini concepiti concepiti con IVF è risultato più debole di quello degli altri compreso quello dei fratelli concepiti in modo naturale.
La differenza chiave secondo il Dr. Gaigneux sta nel fatto che nel concepimento naturale circa 200 milioni di spermatozoi si contendono la via per arrivare all’uovo e fecondarlo, ma solo uno riesce nell’intento, mentre nella IVF questo processo viene completamente bypassato ed è lo scienziato che decide quale spermatozoo usare. La mancanza di selezione naturale fra gli spermatozoi è probabilmente all’origine della minore “fitness” degli individui nati da IVF.
Come immaginabile diversi esperti e consulenti di procreazione medicalmente assistita sono intervenuti per dire che, pur se dobbiamo imparare molto su come il sistema riproduttivo femminile seleziona gli spermatozoi,  generalmente i bambini nati con questi sistemi  sono sani come quelli concepiti naturalmente.  Eppure basta farsi un giro su un motore di ricerca scientifico (scholar.google per es.) e digitare le parole chiave per  rendersi conto che la letteratura scientifica sull’argomento è abbondante e suggerisce in modo quasi univoco un aumento dei rischi di malattie cardiovascolari e metaboliche legato all’utilizzo delle tecniche di fecondazione in provetta. Ma questo il grande pubblico non lo deve sapere per non minare il grande business della medicina riproduttiva.

Francesco Gordon

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