Restare essere pensanti, anche di fronte all’orrore

12240231_10206370794283158_6808685644452564819_o

Di solito su fatti del genere non parlo. Ho sempre preso sul serio l’effetto Dunning – Kruger e cerco di stare su quello che so. E quello che so è che bisogna pregare. E molto. Perché il cambiamento è possibile, se e solo se cambiamo noi. E per cambiare bisogna chiederlo. Perché si tratta di guarire. Ed una sola è la medicina: il volto di Cristo.
Ma ho dovuto parlare. Come insegnante. Avevo paura, entrando a Scuola, ci facessero fare la buffonata che qualcuno ha fatto dopo la strage di Charlie Hebdo (tutti in cortile con le penne per aria…).

606x340_294720Personalmente non sono mai stato uno di quelli “Je suis Charlie“.
Per fortuna ho dovuto – potuto – solo dire qualcosa.
Filosofia e Storia.
Che dire?
Mi ci vedete, a fare la lezioncina moralizzatrice, proprio io?
Chiaro che no.
Infatti non ho detto nulla di nuovo, ovviamente.
Ma, come sempre, invitato ad usare la testa: visto il mio lusso assoluto è poter parlare ogni giorno con ragazzi giovani, luminosi, che hanno ancora il cervello in garanzia.

Quindi alla fine ho solo ricordato tre, massimo quattro cose.

12241368_10205172601418007_1830401674412156772_n

La teoria della stupidità (quadrato logico) dello storico C. M. Cipolla

–1) la fallacia logica (e quindi morale, visto che avere il cervello e non usarlo è un male) delprendere la parte per il tutto.

2) il fatto che oggi le principali vittime e quindi i principali nemici del terrorismo siano gli arabi stessi ed in particolare il sottoinsieme deimusulmani razionali e di buona volontà.

3) la teoria della stupidità dello storico Carlo Maria Cipolla, un quadrato logico da studiare a memoria, una bussola per orientarsi nel mondo, nella vita e nella storia stessa, appunto.

kant

Immanuel Kant

4) infine come sempre, i tre imperativi categorici kantiani. In particolare: agisci per trattare l’umanità che è nel tuo prossimo sempre come fine e mai come mezzo. (Per un riassunto semplice ed esaustivo guarda qui, mentre sulla distinzione, assolutezza e necessità degli imperativi categorici rispetto ad ogni altra forma di imperativo, vedi qui una bella pagina tratta da “La fondazione metafisica dei costumi“)

Come antidoto al pensiero unico e alla comunicazione tossica in cui il sottoscritto è immerso, insieme ai suoi adorati studenti, ho proposto una lettura alternativa, come sempre acuta e dissonante. Quella di Maurizio Blondet.

BlondetCattura

 Leggi, ne vale la pena: http://www.maurizioblondet.it/come-sapremo-se-e-un-false-flag/

Alessandro Benigni, 15 Novembre 2015

Annunci