ITALIA FANALINO DI CODA NELLA CORSA AL MATRIMONIO OMOSESSUALE?

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La sentenza emessa oggi, 21 luglio 2015, dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo impone all’Italia il riconoscimento delle convivenze omosessuali. La notizia non ha fatto il tempo a girare l’angolo del web che già una quantità di anime belle grida all’«arretratezza» del nostro paese che, quasi ultimo fra gli ultimi, ancora non ha provveduto in materia.
Dobbiamo essere consapevoli che il ddl Cirinnà, quando parla di unioni omosessuali, in realtà sta puntando ad un istituto molto simile al matrimonio, come spiegato in questo articolo super partes (http://www.unipd.it/ilbo/unioni-civili-matrimonio-prove-convivenza). Proponiamo perciò questa semplice immagine dalla quale si evince che in Europa non siamo proprio gli ultimi a navigare verso il “matrimonio omosessuale”.
Un’occhiata all’anno di entrata in vigore, può rendere ragione anche del fatto che nemmeno si può parlare di «enorme ritardo», come le medesime anime belle vanno ripetendo: Danimarca 2012, Inghilterra 2013, Finlandia 2015, Francia 2013, ecc.

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