Ricky ¿Dónde está la madre?

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Per chi non lo avesse riconosciuto, questo è Ricky Martin, il famoso cantante. Quello che ha recentemente venduto una delle sue case a Miami, per 10,6 milioni di dollari. Qui è con uno dei suoi due figli, acquistati (per molto meno) da una madre sconosciuta, scelta su un catalogo (come Postalmarket – chi se lo ricorda? – per intenderci). Quando gli chiederanno – logicamente -“Papà, io ero nella tua pancia?” il miliardario risponderà: “Tu eri nel mio cuore e ancora sei nel mio cuore“.

Logico.

I figli nascono dal cuore. L’utero, invece, è lì per bellezza. Bene, avanti così. Raccontiamoci delle storie inverosimili. Raccontiamole ai bambini. E via.

Tra parentesi: cosa dice a questo proposito la Psichiatria? Sentiamo le parole di Italo Carta: (Ordinario di psichiatria e direttore della Scuola di specializzazione in Psichiatria all’Università degli studi di Milano): “Quando si abolisce il principio di evidenza naturale la mente compensa con squilibri psicotici gravissimi. Per questo pensare di introdurre l’uguaglianza dei sessi come normale significa attentare alla psiche di tutti. Penso poi ai più deboli: i bambini. Se gli si insegna sin da piccoli che quel che vedono non è come appare, li si rovina. Ripeto, pur non essendo solito fare affermazioni dure, dato che gli omosessuali sono persone spesso duramente discriminate, non posso non dire che introdurre l’idea che la differenza sessuale non esiste, e che quindi non ha rilevanza, è da criminali“.

Criminali. Intesi?

Così si esprime lo Psichiatra.

E noi?

Noi ci commuoviamo alle parole “Sei nel mio cuore”. Ma cos’è, la psicosi è così tanto diffusa da non vedere che quelle parole significano “Faccio tutto io: la mamma non serve, si può acquistare, decido io se e quando ne hai bisogno. Tu sei mio, decido io”? Tra l’altro se si può acquistare si potrà anche vendere, perché no? E infatti, è quello che accade: un globale mercato di compravendita. Qualcuno vuole dare un’occhiata ai siti – che ne so, Indiani – che mettono in vendita schiave e relativi uteri? Ci si possono passare le ore. la lista è incredibile.

Eccoci: l’uomo – l’umanità – ridotta a merce, a prodotto di consumo. E neanche ce ne siamo accorti.

E tutti gli appelli sono passati, per ora, ignorati, o quasi. Con il silenzio-assenso delle femministe.

Logico anche questo, vero?

Bene. Come sempre, ripartiamo dall’evidenza. Riguardiamo la foto del cantante con i “suoi” due figli.

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Ricky, dónde está la madre?

E nella prima foto in alto, perché te ne sta lì a petto nudo a versare acqua nelle orecchie del bambino? Un bambino mica si lava così. Non te l’ha spiegato la baby sitter? Anzi, le baby sitter, visto che ne avrai di sicuro più d’una, impegnato come sei.

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Ah già, il petto nudo. Lo abbiamo già visto. E’ uno degli altri trucchi per ingannare i bambini. Si chiama skin to skin: è una pratica istintiva, naturale, ma che riguarda la madre e il figlio. Viene tutt’ora consigliato subito dopo il parto e in ogni cambiamento importante che viene richiesto al bambino, per facilitarlo nell’adattamento: essere contenuto fra le braccia della madre, pelle a pelle, senza nessun indumento o lenzuolo. Ma qui, la madre dov’è? Ecco che la pratica viene allora declinata a seconda dell’occorrenza. Anche un mezzo genitore va bene: gli odori, il sapore e il calore della pelle aiutano il bambino a sapere di essere al sicuro e protetto. Pelle a pelle, il bambino si calma, respira più facilmente, mantiene la giusta temperatura e – attenzione: impara istintivamente come succhiare nel modo più efficace.

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Logico, quindi, che questa pratica neonatale sia fatta da uno o più uomini. Gli studi hanno dimostrato che i neonati che non sono stati disturbati dopo la nascita con nessuna procedura (bagnetto, visita pediatrica, somministrazione di antibiotici e vitamine, etc) ma che al contrario sono stati contenuti tra le braccia della loro madre con un contatto pelle a pelle dopo la nascita non avevano bisogno di essere aiutati per iniziare a succhiare. Si attivano e “scalano” il ventre della loro mamma, trovano il capezzolo attraverso la vista e l’olfatto, e si attaccano facendo tutto da soli. Mi sembra un bene, quindi, che la madre sia cancellata in questo modo e sostituita così, senza fare una piega, da un uomo. E non posso che rimanere a bocca aperta guardando nella foto qui sopra quella befana a destra, probabilmente un’ostetrica, che ride compiaciuta. Contenta? E’ nato un orfano di madre. Per carità la madre è viva ed è quella a sinistra, ancora sofferente. Solo che una volta pagata verrà messa alla porta e il figlio non la potrà più vedere.

Tutto nell’interesse del bambino?

Logico.

Alessandro Benigni

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(https://ontologismi.wordpress.com/2015/04/24/donde-esta-la-madre/)

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