Un weekend dove le sentinelle hanno vegliato in diverse piazze italiane

sentinelle
di Mirko De Carli

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Abbiamo appena trascorso un fine settimana dove le sentinelle in piedi hanno vegliato in diverse piazze d’Italia: venerdì 17 a Udine, sabato 18 a Faenza, Matera e Crema e domenica 19 a Magnago (Milano), Bologna e Salò (Brescia). Una mobilitazione che anticipa le ‘100 piazze per la famiglia’ che porterà le sentinelle a essere presenti in cento piazze italiane contemporaneamente il 23 maggio 2015. Tante persone unite da un messaggio chiaro e forte: ‘La famiglia è troppo preziosa per restare a guardare mentre viene distrutta, il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alla menzogna del potere’. Di questo fine settimana incomiabile è stata la veglia di Faenza dove un centinaio di persone sono rimaste in piedi per un’ora con un clima decisamente ostile (vento, pioggia, freddo). Anche a Bologna si è lasciato un segno molto importante: duecento persone in piazza Santo Stefano che hanno deciso di sfidare le provocazioni e gli insulti dei militanti Lgbt tenuti a debita distanza dalle forze dell’ordine. Molto significato è stato il riscontro delle persone presenti: tanti cittadini di ogni fascia sociale ed età. Un popolo quindi dove i giovani non vengono strumentalizzati (come invece spesso si vede tra i militanti Lgbt dove gli adulti mandano avanti i più giovani per insultare ed offendere le sentinelle) ma sono protagonisti di una testimonianza laica per la libertà di tutti. Un popolo che poteva essere anche molto più numeroso se i contestatori non avessero creato un clima da scontro che ha portato le forze dell’ordine a far accedere alle piazze (in particolare a Bologna) solo persone direttamente riferibili all’organizzazione delle Sentinelle in piedi. Col passare dei mesi l’impegno delle sentinelle, nato per difendere la libertà di espressione messa in discussione dal ddl Scalfarotto, è diventato testimonianza di tanti che non accettano che pochi contestatori non consentano di poter manifestare liberamente il proprio pensiero pubblicamente. Il silenzio di queste veglie ha letteralmente portato all’impazzimento le associazione Lgbt perché non hanno trovato davanti contestatori al pari loro, ma persone libere che desiderano solamente mostrare alla propria città che la libertà non può esserci solo per qualcuno: o è per tutti o non è libertà. Per questo tanta gratitudine va ai tanti che nelle varie città si sono ritagliati alcune ore del loro tempo per raggiungere le piazze delle veglie, a cospetto di contro manifestazioni dove si preannunciavano lanci di limoni, insulti…, con condizioni climatiche difficile: questo conferma che quando la posta in gioco è alta il popolo è disposto a fare la sua parte. La veglia di Bologna, come ci racconta Gianluigi Veronesi (portavoce delle Sentinelle in piedi di Bologna), è partita con queste parole: ‘per stare in silenzio in una piazza a leggere un libro le forze dell’ordine si sono dovute schierare per proteggerci. Ma questa è democrazia? Lo vedete o no che già oggi vogliono impedirci di esprimerci? Bologna svegliati!’. Parole chiare e forti che descrivono bene la situazione. Uno dei partecipanti, Marco di Madero ci ha scritto dicendo che ‘come il 5 ottobre i contestatori prima volevano far cambiare piazza alla veglia, ma gli organizzatori si sono rifiutati dato che questa scelta la scorsa volta ha impedito a molti di partecipare rimanendo fuori dal cordone di polizia. La piazza quindi è rimasta la stessa ma blindata fin dalle ore 12 e l’ingresso era concesso solo a chi veniva riconosciuto dagli organizzatori.’ Queste testimonianze confermano l’urgenza dell’impegno che si è mobilitato sempre più in maniera massiccia negli ultimi mesi a difesa della famiglia naturale e del diritto dei più piccoli ad avere una mamma.

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