EUTANASIA, ABBIAMO DIMENTICATO LA COMPASSIONE

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Sembra che la nostra società non riesca più a vedere il valore della vita in ogni sua fase, come attesta l’idea sempre più popolare del suicidio assistito.
Si tratta di una materia assai controversa come dimostra il fatto che negli Stati Uniti soltanto Vermont, Washington e Oregon permettono il suicidio medicalmente assistito, mentre l’Alabama sta considerando di metterlo al bando http://www.al.com/news/index.ssf/2015/04/alabama_lawmakers_to_consider.html
Non solo fra i politici, ma anche tra i sanitari le posizioni sono controverse, come evidenziato recentemente da una ricerca riferita dal Journal of Medical ethics sui medici tedeschi, che li vede per 1/3 favorevoli al suicidio assistito per i malati di mente e per un 27% a favore di questa pratica per coloro che sono “stanchi di vivere” a causa di una condizione medica grave (http://jme.bmj.com/content/early/2015/01/30/medethics-2014-102150.short?g=w_jme_ahead_tab)

E’ noto il caso molto ben pubblicizzato di Brittany Maynard, una donna bella, giovane, malata terminale che ha chiesto di morire nel novembre del 2014.

Mentre Brittany stava ricevendo molta attenzione dai media, altre due storie hanno catturato l’attenzione di molti altri. Lauren Hill, una studentessa di 19 anni, e Kara Tippetts, una giovane moglie e madre, avevano entrambe ricevuto diagnosi terminale. I loro ultimi giorni sono stati una celebrazione della vita e la condivisione di uno spirito di autodeterminazione, di fede, e del desiderio di incoraggiare gli altri proprio nel mezzo dei momenti più bui che la vita possa riservare. Il 22 marzo, Kara Tippetts, che aveva scritto una lettera a Brittany Maynard incoraggiandola a non porre fine alla sua vita, è morta di cancro al seno. Poi il 10 aprile, Lauren Hill, la cui storia aveva contribuito a raccogliere più di 1 milione di dollari  per la ricerca sul cancro, è morta di cancro al cervello. Ognuna di queste vite possedeva una bellezza individuale, ed entrambe sono state circondate da coloro che le amavano. Tuttavia, la spinta per espandere la legalizzazione del suicidio assistito continua.

Abbiamo completamente trascurato il vero significato della compassione. Ce lo ricorda Kara Tippetts, nella sua lettera  per Brittany Maynard, in cui ha dichiarato quanto segue:

    “Nello scegliere la tua morte, stai derubando quelli che ti amano di una tale tenerezza, dell’opportunità di incontrarti nei tuoi ultimi momenti, nei tuoi ultimi respiri.

   Quell’ultimo bacio, quell’ultimo tocco caldo, quell’ultimo respiro, sono importanti – ma non è stabilito che siamo noi a decidere quando quell’ultimo respiro sarà dato”.

Fonte: http://www.redstate.com/diary/kimberly_ross/2015/04/20/assisted-suicide-dignity/

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