CARA COMUNITA’ GAY: I TUOI BAMBINI STANNO SOFFRENDO

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Ho amato la compagna di mia madre, ma un’altra mamma non potrà mai rimpiazzare il padre che ho perduto

Comunità gay, io sono tua figlia. Mia madre mi ha cresciuta con la sua compagna negli anni ’80 e ‘90. Lei e mio padre sono stati sposati per poco tempo. Lei sapeva d’essere gay prima che si sposassero, ma le cose erano differenti a quei tempi. Questo è il modo in cui io sono arrivata qui. Fu complicate come potete immaginare. Lei lo lasciò quando avevo due o tre anni  perché voleva una possibilità d’essere felice con qualcuno che realmente amava: una donna.

Mio padre non era un ragazzo grandioso, e dopo che lei lo lasciò lui non si diede pena di farsi più vedere in giro.

Vi ricordate quell libro, “Heather ha due mamme”? quella è stata la mia vita. Mia madre, la sua compagna ed io vivevamo in un’accogliente piccola casa alla periferia di un’area molto liberale e di mentalità aperta. La sua compagna mi trattava come se fossi la sua stessa figlia. Insieme con la compagna di mia madre, avevo anche ereditato la sua affiatata comunità di amici gay e lesbiche. O forse loro avevano ereditato me?

In entrambi I casi, mi sento ancora come se il popolo gay fosse il mio popolo. Ho imparato molto da voi. Mi avete insegnato ad essere coraggiosa, soprattutto quando è dura. Mi avete insegnato l’empatia. Mi avete insegnato ad ascoltare. Ed a danzare. Mi avete insegnato a non aver paura di ciò che è diverso. E mi avete insegnato a difendere me stessa, anche se ciò significa stare in piedi da sola.

Vi sto scrivendo perché sto venendo allo scoperto: io non supporto il matrimonio gay. Ma probabilmente non per le ragioni che credete.

I bambini hanno bisogno di una madre e di un padre.

Non è perché siete omosessuali. Io vi amo, tantissimo. E’ per la natura stessa delle relazioni tra persone dello stesso sesso. E’ solo ora, mentre guardo I miei bambini amare ed essere amati dal loro padre ogni giorno, che posso vedere la bellezza e la sapienza nel matrimonio e nella genitorialità tradizionali.

Crescendo, ed anche nei miei 20 anni, Ho sostenuto e caldeggiato il matrimonio gay. E’ solo col tempo e la distanza dalla mia infanzia  che sono in grado di riflettere sulle mie esperienze e riconoscere le conseguenze a lungo termine che la genitorialità tra persone dello stesso sesso ha avuto su di me.

La genitorialità tra persone dello stesso sesso nega una madre o un padre ad un bambino dicendo a lui o lei che non ha importanza. Che è lo stesso. Ma non lo è. Tanti di noi, tanti dei vostri bambini, stanno soffrendo. L’assenza di mio padre ha creato un enorme buco in me, ed io ho sofferto ogni giorno per un padre. Ho amato la compagna di mia madre, ma un’altra mamma non avrebbe mai potuto rimpiazzare il padre che ho perduto.

Sono cresciuta circondata da donne che dicevano che non avevano bisogno o volevano un uomo. Tuttavia, da  bambina, io volevo disperatamente un papà. E’ una cosa strana che crea confusione aggirarsi con questo profondo ed inestinguibile doloroso bisogno di un padre, di un uomo, in una comunità che dice che gli uomini non sono necessari. Ci sono stati tempi in cui ero così arrabbiata con mio padre per non essere lì per me, e poi tempi in cui sono stata arrabbiata con me stessa anche solo per il fatto di volere un padre tanto per cominciare. Ci sono parti di me che ancora oggi si dolgono per quella perdita.

Non sto dicendo che non potete essere buoni genitori. Potete. Ho avuto uno dei migliori. Non sto neppure dicendo che  essere cresciuti da genitori etero vuol dire che tutto riuscirà bene. Noi sappiamo che ci sono tantissimi motivi diversi per cui l’unità familiare può spezzarsi e causare sofferenza ai bambini: divorzio, abbandono, infedeltà, abuso, morte, etc. Ma in linea di massima, la migliore e più efficace struttura familiare è quella in cui I bambini sono stati cresciuti da entrambi I propri padre e madre.

Perché I bambini degli omosessuali non possono essere onesti?

Il matrimonio gay non solo ridefinisce il matrimonio, ma anche la genitorialità.

Esso promuove e da normalità ad una struttura familiare che necessariamente ci nega qualcosa di prezioso e fondamentale. Ci nega qualcosa di cui abbiamo bisogno e che bramiamo, dicendoci allo stesso tempo che non abbiamo bisogno di ciò che naturamente desideriamo ardentemente. Che saremo a posto. Ma non lo saremo. Stiamo soffrendo.

Se c’è qualcuno che può parlare di difficoltà, quelli siamo noi.

I bambini di genitori divorziati sono autorizzati a dire, “Ehi, mamma e papa, vi amo, ma il divorzio mi ha schiacciato ed è stato molto duro. Ha distrutto la mia fiducia e mi ha fatto sentire come se fosse colpa mia. E’ molto difficile vivere in due case diverse.” I bambini adottati sono autorizzati a dire, “Ehi, genitori adottivi, vi amo. Ma questa situazione è davvero difficile per me. Soffro perché la mia relazione con i miei primi genitori è stata spezzata. Sono confuso e mi mancano anche se non li ho mai incontrati.”

Ma ai figli di genitori dello stesso sesso non è stata data la stessa voce. Non sono soltanto io. Ce ne sono talmente tanti di noi. Tanti di noi sono troppo spaventati per parlare apertamente e raccontarvi della nostra sofferenza e del dolore, perché per un non precisato motivo abbiamo la sensazione che non stiate ascoltando. Che voi non volgiate sentire. Se diciamo che stiamo soffrendo perché cresciuti da genitori dello stesso sesso, siamo comunque ignorati o etichettati come intolleranti.

Questo non ha nulla a che fare con l’odio. Lo so che voi capite il dolore di un’etichetta che non si adatta ed il dolore di un’etichetta che è usata per calunniarvi o mettervi a tacere. E so che siete stati realmente odiati e siete stati realmente feriti. Ero lì, alle marce, quando mostravano cartelli che, “Dio odia I froci” e “l’AIDS cura l’omosessualità.” Io piangevo e mi infiammavo di collera proprio lì in strada insieme a voi. Ma non sono io. Non siamo noi.

Lo so che questa è una conversazione difficile. Ma abbiamo bisogno di parlarne. Se c’è qualcuno che può parlare di cose difficili, siamo noi. Voi me lo avete insegnato.

Heather Barwick è stata cresciuta da sua madre e dalla di lei compagna. E’ un’ex-sostenitrice dei matrimoni gay trasformatasi in un’attivista dei diritti dei bambini. E’ moglie e madre di quattro chiassosi bambini.

Fonte: http://thefederalist.com/2015/03/17/dear-gay-community-your-kids-are-hurting/#.VQq8D45mtDY.facebook

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