JE SUIS CHARLIE, IL 21 MARZO E LA FINTA LIBERTA’ DI PENSIERO

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Avrei voluto scriverla a gennaio questa nota, ma preferisco scriverla oggi perchè domani, sabato 21 marzo, sarà la 10ma giornata mondiale dedicata alle persone con sindrome di Down.

In tanti dedicheranno un minuto o un pensiero a queste persone, e sarebbe davvero utile che questo minuto fosse per approfondire meglio cosa significa nascere con un cromosoma in più  nella coppia 21, anche e sopratutto i lati belli e importanti della trisomia21.

Lo scorso anno, proprio in occasione del 21 marzo, un emozionate spot (#DearFutureMom) provò a dedicare due minuti e mezzo alla possibilità che anche le persone con sindrome di Down possono essere felici: “dipende anche da te” concludeva lo spot.

Poi a gennaio succedono i fatti di di Parigi e in tanti – io no però – hanno usato lo slogan “Je Suis Charlie”.

Non l’ho adottato perchè è uno slogan falso e nasconde molte menzogne: questa libertà sbandierata da “Je Suis Charlie” è quella di poter dire e disegnare tutto, finchè è “politicamente corretto”.

Premetto che c’è tutta la mia solidarietà a chi ha perso la vita negli attentati del 7 gennaio. A tutte le vittime e in particolare al poliziotto mussulmano freddato a terra.

Ma sulla finta libertà di pensiero francese non ci sto.

Proprio la Francia che ha fatto della libertà di pensiero il suo vessillo, ha censurato lo scorso anno lo spot #DearFutureMom perchè, sono parole dell’Autority francese “può disturbare le coscienze delle donne che nel rispetto della legge hanno fatto scelte diverse di vita personale”.

Quando a gennaio, dopo gli attentati, la ministra francese alla Giustizia Christiane Taubira ha dichiarato “in Francia si può disegnare tutto” ho scritto personalmente alla Ministro chiedendole conto del perché in un paese in cui si può disegnare tutto, uno spot come “Dear Future Mom” invece è censurato.

Per ora la risposta manca……

Resta però chiaro come la libertà di dire, scrivere, comunicare deve essere conforme ad un pensiero. Se invece “disturba” quel pensiero, allora lo si censura.

Anche (anzi soprattutto)in un paese come la Francia.

Pier Luigi Sforza

 

 

 

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