METTI LA CULTURA TRA MASCHIO E FEMMINA

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Recentemente e stata data notizia che e stato completato il sequenziamento del cromosoma Y, cioè la mappatura dei geni che lo compongono. Il cromosoma Y, associato al cromosoma X,caratterizza il sesso maschile (XY,eterogametico),mentre nel sesso femminile il cromosoma X e presente in doppia dose (XX, omogametico). La mascolinità dipende dunque dal cromosoma Y. Gli studi sul DNA dell’Y si sono rivelati in questi anni assai interessanti nella genetica di popolazioni. In base alla variabilità di alcuni marcatori si e cercato di ricostruire il ceppo maschile dell’umanità moderna, il cosiddetto Adamo, che sarebbe pili recente (60-70000anni fa), rispetto al ceppo femminile, la cosiddetta Eva mitocrondriale (150000anni fa).

A parte l’uso improprio delle parole bibliche, questa differenza può essere spiegata senza che si debba pensare a epoche diverse nella formazione del ceppo maschile e di quello femminile per le popolazioni moderne: potrebbe essersi perduta una porzione della variabilità maschile per la maggiore mortalità maschile o per la pratica della poliginia. In ogni caso gli approcci biomolecolari sul DNA mitocondriale (eredità materna) e dell’Y concordano nella origine africana dell’umanità moderna.
Geni e cromosomi sessuali regolano la sessualità a livello morfologico e funzionale. Nella specie umana si aggiunge il livello psichico con la capacita di arricchire di valori simbolici la relazione tra i sessi. Le pulsioni di ordine fisico acquistano consapevolezza e significato nell’ amore. In forza della simbolizzazione la sessualità diventa rapporto di persone, non solo di corpi, non e un fatto episodico o meramente privato, ma implica relazioni stabili ed educative, assume rilevanza sociale, riceve riconoscimento
dalla società nel matrimonio. La sessualità e una dimensione culturale della persona, che la svincola da parametri puramente biologici. La riproduzione sessuata ha avuto una grande importanza nella storia della vita. Le ricombinazioni geniche che si hanno con la riproduzione sessuale e il flusso genico, conseguente
all’incrocio tra popolazioni, sono fattori importanti di cambiamento a livello genetico e possono portare alla formazione di genotipi piu’ favorevoli all’ambiente.
Darwin ha richiamato l’importanza della scelta sessuale anche nell’uomo, in relazione ai caratteri sessuali secondari, in analogia con quanta si realizza con la selezione naturale per la specie.
Secondo Darwin «la selezione sessuale dipende dalla migliore riuscita di individui rispetto ad altri dello stesso sesso in ordine alla propagazione della specie, mentre la selezione naturale dipende dalla riuscita dei due sessi in tutte le età, in relazione alle condizioni generali di vita».
Darwin vede la scelta sessuale sia in termini di lotta tra i maschi per la conquista delle femmine, sia nella capacita dei maschi di attirare le femmine. «Nel caso dell’uomo la scelta avrebbe operato tanto sul maschio che sulla femmina facendo in modo che i due sessi differiscano nel corpo e nella mente e le varie razze differiscano tra di loro nei vari caratteri». Sarebbero quindi da ammettersi accoppiamenti differenziali in relazione a doti fisiche o morali che portano all’affermarsi di alcuni caratteri.
In realtà le differenze nei caratteri sessuali secondari nella specie umana sono minori che in molte specie animali e la scelta sessuale non è fatta in base alla prestanza fisica. Intervengono motivazioni di ordine psicologico e spirituale connesse con la sfera interiore della persona. Anche in questo
caso, come nella selezione naturale, la cultura svolge un ruolo di controllo e di orientamento, trasferendo il fenomeno riproduttivo su un piano extrabiologico o metabiologico.
Nella specie umana la fitness riproduttiva può essere favorita, ma anche trascesa.
Con la cultura, la selezione sessuale in senso darwiniano è via via diminuita nel tempo, così come è diminuita la pressione e la selezione dell’ ambiente naturale.

Fonte: Fiorenzo Facchini, E l’uomo venne sulla terra, Ed. San Paolo 2005 (pag.100-102)

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