DE RERUM NATURA (VULNERA VITÆ)

DE RERUM NATURA (VULNERA VITÆ)

giustizia

Sul matrimonio “egualitario” monosessuato e le famiglie e adozioni “omoparentali”, dove si cercano di chiarire alcune ragioni di una contrarietà.

1- Porre la questione del matrimonio e della filiazione in termini di discriminazione sull’orientamento sessuale è una TRAPPOLA e una MENZOGNA:

1.1- A CONDIZIONI, SIMILI, CORRISPONDONO PARI DIRITTI. A CONDIZIONI DIFFERENTI, DIRITTI DIFFERENTI. Secondo un comune principio di diritto e secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

1.2- Non è d’altronde nemmeno necessario dare alle persone omosessuali gli stessi diritti delle persone eterosessuali, semplicemente perché li hanno già: non esiste alcuna regola giuridica che tratti diversamente le persone in funzione dell’orientamento sessuale.

2- Lo pseudo-soggetto di diritto omosessuale non esiste, non più dello pseudo-soggetto di diritto eterosessuale: non esistono, come soggetti di diritto, che uomini e donne. Più propriamente, il diritto non considera, in ambito matrimoniale, l’orientamento sessuale dei soggetti.

2.1- I desideri, eterosessuali od omosessuali, per definizione soggettivi, non sono rilevanti per il diritto né sono fondamento della propria comprensione giuridica. Il diritto non classifica le persone in funzione del loro desiderio, ma in funzione di ciò che esse sono. Un desiderio non è una categoria giuridica. Non più di quanto sia una categoria ontologica.

3- Non è in gioco, pertanto, alcuna discriminazione.

3.1- Non è nemmeno in questione l’accesso al matrimonio DELLE PERSONE OMOSESSUALI, ma la possibilità di contrarre matrimonio FRA PERSONE DEL MEDESIMO SESSO, così come non è l’accesso alla filiazione biologica delle persone omosessuali ad essere messa in discussione, ma la possibilità di una coppia di persone del medesimo sesso di formare una coppia genitoriale

3.2- Allo stato presente, le nuove proposte non si esprimono sempre riguardo l’adozione, ma in realtà, molto rapidamente e necessariamente si dovrà considerare la procreazione medicalmente assistita, o la gestazione per terzi, perché un bambino mai potrà essere concepito da due uomini soltanto o da due donne soltanto, neanche cancellandone la storia, o il padre, o la madre.

4- Il matrimonio non è il riconoscimento sociale dell’amore. La legge prevede solamente la possibilità per due persone che si suppone amarsi, di contrarre matrimonio, ma da nessuna parte si considerano i coniugi in quanto legati da un vincolo sentimentale, si chiede invece che essi soddisfino le condizioni necessarie e limitative per un matrimonio.

4.1- Il matrimonio è un istituto giuridico che riconosce la funzione sociale della famiglia e garantisce un insieme di diritti ai suoi membri in ragione di tale funzione. Non è il vincolo coniugale in sé a determinare l’essenza della famiglia, bensì è quest’ultima a determinare la forma del vincolo matrimoniale.

5- Nell’ipotesi dell’unione coniugale fra due uomini o due donne, l’accesso alla genitorialità dovrà passare necessariamente per la “fabbricazione” di bambini adottabili, ossia privati deliberatamente di un padre o di una madre, per poter essere adottati. Una tale filiazione ridefinita diventa incoerente e getta di fatto ogni bambino nel cuore di un imbroglio giuridico senza uscita.

5.1- Si ridurrebbe oltretutto, con una tale ridefinizione, la relazione di filiazione a una relazione puramente educativa. Ma i genitori non sono solamente degli educatori. Essere genitori è uno STATUTO prima di essere un comportamento, un ruolo o una funzione.

6- La relazione di filiazione dà L’INDICAZIONE DI UN’ORIGINE, di chi è stato generato da chi. Questa relazione non si riduce al dato biologico, tanto più che neanche il diritto pone in questione, nel matrimonio, l’origine biologica.

6.1- Il diritto fa invece propria la natura SIMBOLICA della filiazione. In tal modo un bambino non biologicamente generato da una coppia può nondimeno crescere e identificarsi COME SE lo fosse. In questi termini, il bambino non può che avere UN SOLO padre e UNA SOLA madre, perché SOLO UN UOMO E UNA DONNA POSSONO INDICARE AD UN BAMBINO LA SUA ORIGINE.

6.2- Una filiazione simbolica non potrebbe probabilmente mai aver luogo dove le esigenze biologiche non fossero né potessero in alcun modo essere oggettivamente soddisfatte.

6.3- La stragrande maggioranza degli studi di psicologia dell’età evolutiva conferma che è nel maggior interesse del bambino crescere con due figure di riferimento sessualmente distinte.

6.3.1- Questo principio è applicato in tutti i tribunali italiani nelle cause di affidamento dei minori. Solo in caso di gravissime carenze nella capacità genitoriale di uno dei coniugi questo principio trova attenuazione ma, qualora venisse scardinato, si creerebbe una autentica rivoluzione giuridica che renderebbe del tutto aleatorio il riconoscimento dei diritti-doveri di un genitore in caso di separazione.

7- L’adozione è un rimedio alla condizione di un bambino privato della propria famiglia biologica, in un quadro oggettivamente coerente con le sue esigenze simboliche e con le esigenze naturali e oggettive della procreazione.

7.1- Un bambino adottato da due uomini o da due donne è necessariamente privato di una madre o di un padre. Ciò è tanto più grave quanto più verrebbe deliberatamente programmato da nuove normative di legge.

8- Non essendo i bambini in stato di adottabilità così numerosi, dobbiamo supporre che la legge apra principalmente all’adozione di un bambino da parte del congiunto dello stesso sesso del genitore naturale.

8.1- Un bambino che abbia due genitori legalmente riconosciuti NON E’ pertanto adottabile, a meno di non privare uno dei genitori biologici del proprio statuto naturale. Ciò comporta che il bambino con un solo genitore sia stato probabilmente e deliberatamente concepito come tale, privandolo in tal modo all’origine di un padre o, in caso di gestazione vicaria, di una madre, allo scopo deliberato di renderlo adottabile da parte del congiunto del medesimo sesso, o di una coppia. Ci si chiede a questo punto cosa succederebbe, nel caso la coppia “omogenitoriale” scoppi: si potrà aprire una contesa sul figlio?

9- L’adozione è un rimedio istituito per dare una famiglia a dei bambini che ne siano privi, non per dare dei figli a persone che non possano procrearne. Equiparare, come si sente fare, una coppia sterile uomo/donna (potenzialmente fertile) con una coppia monosessuata (necessariamente non fertile) è, oltretutto un illecito logico, essendo che si confonde un dato accidentale con un dato sostanziale. Il desiderio di paternità o di maternità è ininfluente a questo riguardo: un desiderio non è un diritto.

CONCLUSIONE: Il matrimonio è per sua natura l’unione coniugale fra uomo e donna, essendo la generatività di coppia a fondamento della famiglia, e questa a fondamento dell’istituto matrimoniale. Sancire l’accesso al matrimonio a persone dello stesso sesso implica, per non creare disparità fra cittadini, la necessità dell’apertura alle adozioni di soggetti minori. Ma la ricerca di un figlio da parte di persone del medesimo sesso, oltre a presentare aporie insormontabili, passa necessariamente per un atto di “fabbricazione” di bambini deliberatamente privati di una relazione di filiazione, anche solo simbolica, in evidente dimenticanza dei soggetti minori, a vantaggio esclusivo dei desideri degli adulti, e ciò in aperta contraddizione con i fondamenti del diritto stesso.

G. R.

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