Chi finanzia le lobby-gay e l’ideologia gender?

Chi finanzia le lobby-gay e l’ideologia gender?

10364087_10201986650168222_9053552732892093470_nProviamo a fare i “conti in tasca” ad una delle più potenti lobby di pressione esistenti al mondo!
Dalla Goldman Sachs a George Soros, da JPMorgan alla Rockefeller Foudation, ecco i nomi di alcuni poteri finanziari che vogliono “GENDERIZZARE IL MONDO”.
Ma la vera domanda da porsi sarebbe: perché lo fanno?

Da: E.Perucchietti/G.Marletta, UNISEX. LA CREAZIONE DELL’UOMO SENZA IDENTITA’, Ed. Arianna, pp. 25-27

LE GRANDE OLIGARCHIE ECONOMICHE A SOSTEGNO DELL’IDEOLOGIA GENDER
Uno dei segnali evidenti dell’appoggio dei Poteri Forti occidentali all’Ideologia di Genere e ai movimenti omosessualisti, viene dal sostegno economico “a fondo perduto” che una gran parte delle grandi oligarchie economiche effonde a beneficio di tali cause.
Di recente, ha fatto scalpore negli Stati Uniti l’atteggiamento tenuto da alcune grandi fondazioni bancarie come Goldman Sachs e JP Morgan – istituzioni solitamente molto attente a non schierarsi in pubblico su qualsivoglia questione – che hanno pubblicamente “brindato” alla recente decisione della Corte Suprema USA favorevole alla legalizzazione dei matrimoni gay:

«Nel giorno in cui la Corte Suprema ha definito incostituzionale il Defense of Marriage Act – che definisce matrimonio solo quello tra un uomo e una donna riconoscendo ai coniugi gay gli stessi benefici federali di cui hanno goduto solo mogli e mariti nel senso tradizionale del termine – il numero uno di Jp Morgan ha lodato la decisione odierna. “È una cosa buona per la nostra società e per i clienti ma soprattutto e’ la cosa giusta da fare”, ha dichiarato in una nota Jamie Dimon. “I diritti di tutte le persone sono importanti e devono essere protetti”, ha aggiunto. Goldam Sachs gli ha fatto eco: “L’uguaglianza nel matrimonio riduce gli oneri e le sfide a carico dei dipendenti e porterà alla costituzione di attività imprenditoriali di successo e a un’economia americana forte”»[1].

Ritenendo improbabile che i maggiori hedge funds del mondo si schierino platealmente a fianco della “causa gay” per ragioni puramente “filantropiche” – specie in un’epoca di devastante crisi economica in cui, con tutta evidenza, le priorità “umanitarie” sembrerebbero essere ben altre – c’è chi ha ipotizzato una motivazione meramente finanziaria per questo atteggiamento: le oligarchie economiche, in sostanza, ipotizzerebbero che i “matrimoni gay” potrebbero smuovere positivamente la stagnante economia occidentale generando un giro d’affari considerevole.
Tuttavia, pur non escludendola del tutto, l’ipotesi economicistica non sembra rendere ragione di un tale e inedito sostegno pubblico, se solo si pensa a come il “matrimonio gay” sia una questione ritenuta marginale anche dalla maggior parte degli omosessuali.
In effetti – denunciano i critici –

«il diritto ad adottare e sposarsi dei gay riguarda probabilmente meno di 1/10 della popolazione gay (la stragrande maggioranza dei gay non si sogna di sposarsi e di adottare) la quale a sua volta è circa il 3% della popolazione, quindi questo problema riguarda alla fine circa (1/10 X 3% =) al massimo lo 0.3% della popolazione. […] Qui hai un problema che NON INTERESSA AL 99.7% DELLA POPOLAZIONE americana e che anche a quel 0.3% della popolazione costituito da gay che vogliono sposarsi non cambia quasi niente. È difficile immaginare una questione meno rilevante per la popolazione americana, è difficile pensare a qualcosa di più futile come problema sociale»[2].

Anche ipotizzando che le stime siano state sbagliate per difetto e che la percentuale della comunità gay favorevole e attiva nella promozione del matrimonio e adozioni sia ben maggiore, rimarrebbe comunque, stando alle statistiche, nettamente inferiore a quello che i media intendono invece diffondere.
Nonostante ciò, il sostegno delle oligarchie finanziarie ed economiche alla “causa gay” sembra essere una costante da anni, a dispetto d’ogni apparente convenienza economica.
Nei soli Stati Uniti, (dati del 2008[3]), le organizzazioni omosessualiste possono vantare i loro principali paladini nella persona del miliardario e mondialista George Soros – lo stesso che ha finanziato le “primavere arabe” e le rivoluzioni filo-occidentali e anti-russe in alcuni paesi dell’est – attraverso l’Open Society Institute (150 mila dollari annui), la MacArthur Foundation (600 mila dollari), e la fondazione della casa automobilistica Ford (1.200.000 dollari). Meritano un cenno anche il Goldman Fund di San Francisco (che nel 2000 ha devoluto ben due milioni di dollari alle organizzazioni gay), la Rockefeller Foundation (con circa 60.000 dollari annui), oltre a innumerevoli altri “torrenti” di decine di migliaia di dollari che giungono con regolarità da gruppi come Kodak, Hewlett-Packard, American Airlines, Apple, AT&T, BP, Chevron, Citigroup, Credit Suisse First Boston, Daimler Chrysler, Dell, Deutsche Bank, Ernst & Young, Estee Lauder, Intel, Ibm, J.P. Morgan Chase & Co, Johnson & Johnson, Levi Strauss & Co, Merril Lynch, MetLife, Microsoft, Nike, Pepsi, Toyota, Ubs, Xerox e, soprattutto, Motorola, oltre alla Fondazione Playboy (che da decenni finanzia le organizzazioni gay).
Sempre George Soros, insieme ad altri miliardari come Jeff Bezos di Amazon o Bill Gates, ha recentemente donato milioni di dollari ai comitati pro-matrimoni gay negli Stati Uniti, arrivando persino ad “ungere” di dollari molti deputati del Partito Repubblicano[4] (il cui elettorato è, al 90% contrario ai matrimoni-gay) pur di ottenerne il consenso.
Un tale sostegno finanziario a fondo perduto, pertanto, non può non suscitare la domanda su quali siano le vere ragioni di una tale mobilitazione, che avviene peraltro in contemporanea con una sovraesposizione senza precedenti dei maggiori leader politici e delle più rappresentative istituzioni dell’Occidente.

[1 http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Usa-Morgan-Goldman-Sachs-brindano-nozze-gay/26-06-2013/1-A_007275050.shtml, archiviato il 26 Giugno del 2013.

[2]http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12012, archiviato il 27 Giugno 2013.

[3]http://secondonatura.blogspot.it/2008/09/chi-c-dietro-la-lobby-omosessuale.html, archiviato il 24 Settembre 2008.

[4]http://www.policymic.com/articles/12045/hedge-fund-gop-billionaires-and-the-people-you-did-not-expect-to-champion-gay-marriage, archiviato a Luglio 2012; http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=12012

http://www.aurhelio.it/

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