Stop genofobia

Stop genofobia

Si pretende che venga supinamente accettato il significato imposto alla parola ‘OMOFOBIA’ (che, etimologicamente parlando dovrebbe fare riferimento ad una fobia, appunto, per ciò che è uguale; omo è un diffuso prefisso della lingua italiana derivante dal grecoe indicante identità, che quindi sta per stesso, uguale, simile, corrispondente) che col passare del tempo ha assunto sempre più un significato preciso: avversione alla lobby gay. Quindi è omofobo chi preferisce una società dove al bambino venga assicurato il diritto di avere un padre e una madre. E’ omofobo chi non considera superflua per il bambino la figura paterna o materna.Per tutti gli esseri umani è di fondamentale importanzanascere e crescere all’interno di una famiglia dove le figure genitoriali madre-padre assumono delle caratteristiche simboliche che vanno al di la dell’affettoe dell’amore che ogni genitore è naturalmente spinto a riservare al bimbo. Al contrario di quanto sostengono lepersone e le associazioni genofobe (o genofobiche), il bambino ricerca continuamente dei punti di riferimentosaldi che lo aiutino a orientarsi nella crescita. E’ falso dire che al bambino non vadano indicati quelli che vengono definiti i ruoli di genere. E’ falso sostenere che,per la crescita del bambino, avere un padre o non averlo è la stessa cosa. Affermazioni genofobiche come”il bambino non ha alcuna esigenza della figura materna” non dovrebbero rimanere impunite o quantomeno dovrebbero venire stigmatizzate.La genofobia non è solo una generica avversione alla riproduzione sessuale ma sta diventando una vera e propria filosofia di vita, un atteggiamento mentale che si diffonde sempre di più tra gay e etero indistintamente. Sono sempre di più le persone che confondono l’amore e l’affetto con i bisogni che un bambino ha prima dei sentimenti. Sono bisogni concreti, fisici, biologici. E’ superfluo citare qualsiasi ricerca sull’argomento: la formazione fisica e psichica del bambino, che iniziano nell’utero della madre e continuano poi anche dopo la nascita, sono antecedenti e primarie rispetto all’affetto e alle cure amorevoli. La corretta formazione delle ossa del cranioo le sane correlazioni tra il bambino e la coppia padre-madre sono l’attrezzatura, il patrimonio che lui utilizzerà nella vita. E’ ovvio che un difetto fisico, un contesto familiare difficile o la mancanza di una o ambedue le figure genitoriali non impediranno al bambino di cercare delle soluzioni di crescita alternative. Ma è altrettanto ovvio che nessuna persona sana di mente danneggerebbe volontariamente un organo del bambino perchè “tanto crescerà bene lo stesso”. A nessuno dovrebbe venire in mente di sottrarre volontariamente ad un bambino, unao ambedue le figure genitoriali perchè “tanto crescerà bene lo stesso”. A meno che non sia disturbato, affetto da genofobia.

RIFIUTA LA GENOFOBIA: SOTTRAE AL BAMBINO I BENIPRIMARI.

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