Se sei ateo allora prega* che il decreto Scalfarotto non passi mai.

Se sei ateo allora prega* che il decreto Scalfarotto non passi mai.

23 giugno 2014 alle ore 17.49

Sapete che sono piuttosto politicamente scorretta, sapete che solitamente non sono una persona molto simpatica quindi suppongo che spetti a me dire una cosa non tanto simpatica… Sapete perché il decreto Scalfarotto è una porcata? Non perché estenderebbe per legge il principio di non discriminazione per orientamento sessuale, questo sarebbe assolutamente legittimo, ma perché l’aspettativa è quella di applicare la legge vigente (654 cp) in modo totalitario, ovvero potrebbero essere punite persone o associazioni che rifiutano l’ideologia e la politica gay, e quindi potrebbero essere colpite persino persone o associazioni di omosessuali anti gay!  Già… perché “omosessuale” (da cui deriva la parola omofobia, cioè paura, disprezzo e odio nei confronti degli omosessuali) e “gay” NON SONO SINONIMI. Questa confusione è particolarmente presente in Italia, dove per esempio il termine LGBT viene usato quale aggettivo, non è un aggettivo: è una sigla politica. Non tutte le associazioni di omosessuali fanno parte di LGBT perché non tutti gli omosessuali sono gay! La “cultura gay” ,che non riguarda solo gli omosessuali,  ha una precisa connotazione politica: vuole la deroga all’istituto del matrimonio per persone dello stesso sesso, vuole l’adozione di bambini per coppie dello stesso sesso, legalizzazione di fecondazione assistita eterologa e GPA libera (utero in affitto). Associazioni di lesbiche femministe per esempio non fanno parte delle sigle LGBT esattamente per quest’ultima ragione (la GPA è una forma di prostituzione, che fa leva sulla povertà delle donne, cioè il 70% dei poveri al mondo, per l’esercizio di un diritto, quello ai figli, che non è un diritto). I problemi del decreto Scalfarotto sono essenzialmente due, uno di tipo “interno” e uno di tipo “esterno” alla questione omosessuale. Il primo: chi stabilirà le regole per definire cosa sia omofobia e cosa no costringerà tutte le persone omosessuale, bisessuali, transessuali ecc. ad una omologazione ideologica, la realtà omosessuale è ad oggi (e meno di ieri) ETEROGENEA  sia nei pensieri politici che nella percezione della propria condizione, esiste una differenza sostanziale (fino ad adesso) tra “dignità omosessuale” e “orgoglio omosessuale” (quello che chiamiamo solitamente “gay pride”); fino a 10 anni fa era ancora normalissimo che omosessuali dichiarati, praticanti e sereni nella propria condizione, si rifiutassero di partecipare a manifestazioni “pride”, perché  non aderenti alla loro visione dell’omosessualità; associazione come HomoVox, Agapo, il professore Oscar Robert Lopez e molti altri omosessuali non gay si ritroverebbero veramente discriminati! Non sono eterosessuali e non rientrano nell’etichetta unificata che si vuole imporre a più del 10% della popolazione mondiale. Il secondo problema, quello esterno, riguarda la liberà di opinione ed espressione ed è quello più celebre perché portato alla ribalta delle cronache italiane  da manifestazioni come Sentinelle in Piedi. Il decreto Scalfarotto sarebbe una legge liberticida? Sì, e non solo per coloro che sono contro la cultura gay, ma per tutti e verso chiunque. Perché? Perché basterebbe leggere il testo della legge e paragonarlo con l’effettiva applicazione. Il testo della 654 allo stato attuale dichiara che:

“È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.”

Cioè, chiunque partecipi ad associazioni o semplici gruppi che hanno come scopo l’incitamento alla discriminazione o alla violenza di persone per motivi etnici o religiosi dovrebbe andare in galera. Non ci va nessuno… perché la Costituzione (fonte atto del cp, quindi superiore) stabilisce che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” art. 21. Quello che però i sostenitori del decreto Scalfarotto vogliono è impedire a chiunque non sia d’accordo con l’ideologia gay di tacere, ovvero un persona andrebbe in galera non solo se dice o scrive: “brutto frocio di merda, a te rotto in culo che non sei altro il lavoro non lo do neanche a morire” (perché qui saremo tutti d’accordo e non ci piove), una persona andrebbe in galera se dicesse semplicemente: “la comunità gay … produce odio e recriminazione viziosa” (no, non l’ha detto un repubblicano conservatore battista del Texas, ma Oscar Roberto Rodriguez, 40enne bisessuale e che è cresciuto in una famiglia omogenitoriale.)

Se questo è l’auspicata rigidezza della legge, non solo nessuno, anche se omosessuale, potrà dire bah contro il pensiero politico gay, ma nessun altro nei confronti di chiunque! Non dimentichiamoci che allo stato attuale la 654 cita che non si può aderire ad associazioni o gruppi che predicano la superiorità e la violenza nei confronti di altre persone in base all’etnia, alla nazionalità e alla religione… ciò significa che se saremo tanto ligi da impedire a chiunque di dire gay = vizioso (come ha fatto Rodriguez) dovremmo impedire alla gente di dire cattolico = mentalmente insano e mandare in prigione un sacco di gente tipo: associazioni come l’UAAR, che predica la superiorità intellettuale dei non credenti rispetto ai credenti, pubblicazioni come “Il Vaticano ha invaso l’Italia” di Ennio Montesi che descrive i cattolici quali essere inferiori civilmente e socialmente dannosi, e varie ed eventuali pagine Facebook come “Giordano Bruno l’ultimo degli eretici” e “Io sono contro la Chiesa Cattolica”, cioè nessuno potrà più dire niente nei confronti di nessuno in base ad orientamento sessuale, etnia, nazionalità e religione, perché la legge o è uguale per tutti o non se ne fa niente.

Esiste una soluzione semplice a tutto questo gran casino, una cosa che viene richiesta da tempo e se fosse stata fatta tutte le contestazioni e le proteste contro il decreto Scalfarotto semplicemente non ci sarebbero state: DEFINIRE CHE COSA  E’ L’OMOFOBIA, perché appellare una persona in modo volgare e metterlo alla porta in base solo al suo orientamento sessuale è un conto (discriminazione di omosessuale à omofobia); dichiararsi contrari alle famiglie omogenitoriali, non essere d’accordo nel considerare il matrimonio tra persone dello stesso sesso un diritto (esattamente come ha stabilito la Corte Europea per i Diritti Umani); non essere d’accordo nel considerare quella omosessuale una condizione ottimale e biasimare il costume gay è un altro contro. Mettere due cose sullo stesso livello sarebbe come chiedere che vengano arrestati tutti i cittadini italiani che sono contrari a concedere il diritto di cittadinanza a persone di altre nazionalità, oppure tutti quelli che dicono che gli atei sono tendenzialmente più intelligenti e civili dei credenti. È giusto sì o no? Il decreto Scalfarotto diventerebbe una legge democraticamente e costituzionalmente coerente sì o no? Alla luce della situazione attuale: no.

Francesca Savi

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