L’ORRORE DELL’EUTANASIA INFANTILE

L’orrore dell’eutanasia infantile

 Da “Voglio la mamma”. http://http://www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it

Più avanti si discuterà in modo approfondito del concetto orrendo di “dolce morte” con cui si prova a far digerire a strati sempre più vasti della popolazione il concetto di “vita degna di essere vissuta” come metro opinabile e vago su cui misurare il diritto ad esistere. Tra le mode correnti che stanno provando a ribaltare la capacità della famiglia di tenere la barra dritta nei marosi contemporanei, c’è quella che indica come nuova frontiera di progresso l’orrore dell’eutanasia infantile.L’avamposto di questa procedura che non si può definire con altro aggettivo se non nazista, a cui qualsiasi persona di sinistra dovrebbe opporsi con tutta la propria veemenza, è collocato nelle Fiandre. Belgio eOlanda hanno sdoganato la possibilità per i medici di sopprimere i bambini che a loro insindacabile giudizio non possono avere una “qualità di vita” accettabile e sono esposti a grandi sofferenze.Questa orrenda pratica, a quanto pare abitualmente adottata dai medici olandese, ottiene un sigillo di autorevolezza scientificaa partire dal 10 marzo 2005 quando Eduard Verhagen, direttore di una clinica pediatrica a Groningen, riesce a far pubblicare da New England Journal of Medicine un articolo in cui racconta che ogni 200mila bambini nati in un anno in Olanda, mille muoiono entro il primo anno di vita e per seicento di loro “la morte è preceduta da una decisione medica sulla fine della vita”. In sostanza Verhagen certifica che in Olanda l’eutanasia pediatrica è già praticata di fatto su seicento bambini l’anno, a cui non vengono garantite le cure per la sopravvivenza in base all’appartenenza a due gruppi specifici: il primo è quello in cui “deve essere chiaro che il bambino morirà entro pochi giorni o mesi dopo la nascita”, ed in questi è da considerarsi”parte delle normali procedure mediche” non iniziare o sospendere qualsiasi trattamento che prolunghi l’esistenza; il secondo gruppoè quello di bambini che “grazie alle cure” possano avere una limitata possibilità di sopravvivenza, ma che le loro condizioni di salute durante la vita seguente possano essere estremamente scadenti.Questo documento, noto come Protocollo di Groningen, certifica il tentativo di ottenere tutela legale per medici che praticano, di fatto, l’infanticidio.E in Olanda il colpo di mano di riesce, anche in Belgio l’eutanasia infantile diventa proposta di legge, approvata mentre scrivo già da un primo ramo del Parlamento e destinata alla rapida approvazione definitiva nell’altro. Quel che leggiamo con orrore nei libri di storia, dalla soppressione dei bimbi malformati a Sparta alle analoghe teorie nazista, diventa moda corrente: poveri bambini che soffrono, accorciamo la loro sofferenza. E il nostro fastidio nel dover dare loro assistenza. Uccidiamoli. E’ un atto di pietà, un luogo avamposto di umano progresso.Mamme dove siete? Perché non urlate in modo assordante il vostro sdegno? Ho visto con i miei occhi genitori addolorati fino allo sfinimento accompagnare i loro bambini estremamente sofferenti alla ricerca della cura palliativa, del momento di sollievo, anche solo di una parola di conforto. Senza speranza effettiva di guarigione, molti bambini soffrono, sì. Questi bambini malati devono essere consegnati all’uccisione sacrificale perché la loro esistenza disturba?Che follia, che procedura turpe, ma quale pietà, questa è la totale assenza di pietà.Negli occhi pieni di dolore di tante mamme e tanti padri alle prese con tragiche malattie dei loro figli, anche solo un accenno di sorriso del bimbo fa sorgere una forma a troppi incomprensibiledi felicità. Quella piccola vita “non è degna di essere vissuta”? In base a quale parametro? Perché i dolori sono insopportabili?Le terapie del dolore fanno passi da gigante di anno in anno. Investiamo su quelle. Ma non neghiamo la forza della vita di un bambino che soffre, del più debole tra tutti noi. Il suo diritto a esistere, a non essere considerato scarto da sopprimere, deve essere infinitamente più forte del nostro disagio a guardare in faccia quel dolore.I bambini non si toccano. Fatevi le vostre battaglie eugenetiche alla moda sulle riviste scientifiche e nelle terrazze accademiche. Ma i bambini non si toccano.Alcuni numeriNel 2014, primo anno di applicazione formalein Olanda delle norme sull’eutanasia infantile, si stima che essa possa essere praticata su circa trecento bambini. Secondol’associazione dei medici olandesi però i casi di applicabilità basati sui numeri dell’anno precedente è di 675 minorenni. Come è stato sperimentato con i numeri dell’eutanasia per gli adulti, che analizzeremo più avanti, con il procedere degli anni la legalizzazione tende ad ampliare i casi di applicazione e a rendere più permeabili le in teoria ristrette maglie deilimiti di legge. Insomma, una volta aperto lo squarcio attraverso una normativa che viola la legge naturale, lo squarcio tende a diventare sempre più ampio. Infatti se la normativa olandese prevede un limite d’età del minore (12 anni) per esprimere il consenso all’eutanasia, in Belgio il limite d’età viene completamente rimosso. D’altronde tra Bruxelles e dintorni i numeri già parlano chiaro: secondo uno studio realizzato da Veerle Provoost, ricercatrice dell’università di Gand, ben il 50% dei bambini con gravissime difficoltà di salute sono stati soppressi “per decisione medica” prima di compiere un anno di vita. La ricerca di Provoost stima in 150 casi l’anno l’applicazione dell’eutanasia infantile in Belgio, nazione in cui l’eutanasia per gli adulti è legale dal 2002 ed è sempre più evidente come la normativa sia stata abusata. Ne parleremo più avanti.

Per approfondire Eduard Verhagen, Il protocollo di Groningen, New England Journale of Medicine, 2005http://salute.aduc.it/documento/protocollo+groningen+eutanasia+neonati+gravemente_9892.php Sofia Moratti, Il protocollo di Groningen: conversazioni con Eduard Verhagen, Bioetica, 3/2008 Elio Sgreccia, Manuale di bioetica, Vita e Pensiero, 2007

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