“FATTO NATURALE”

“FATTO NATURALE”

Argomenti che si ripetono nei dialoghi con i sostenitori delle teorie omosessualiste.
 n. 4 “FATTO NATURALE”
“FATTO NATURALE”: “L’omosessualità “è un fatto naturale” in molte specie animali, quindi non si vede perché debba essere fonte di discriminazione nel mondo umano”.
Considerazioni:
Il termine “natura” è qui utilizzato in modo ambiguo e porta a conseguenze logiche contraddittorie. “In natura”, se è per questo, si riscontrano anche tutte le forme di violenza che vanno dal maltrattamento infantile all’infanticidio all’uccisione dei rivali o semplicemente le prede, e quant’altro. L’uomo è però sintesi di “natura” e “cultura” e quest’ultima è un prodotto della differenza sessuale e identitaria tra uomini e donne, non il contrario.
Detto altrimenti, la cultura non precede la differenziazione sessuale: è da uomo e donna che deriva la cultura, non il contrario.
Pretendere di utilizzare il termine “natura” e “naturale” per giustificare delle pretese antropologiche così fuorvianti è dunque insensato prima di tutto da punto di vista di ciò che l’umanità “è”, evidentemente: differenziata in uomini e donne, maschi e femmine.
Inoltre: Quando affermano “in natura ci sono i comportamenti omosessuali degli animali, “dunque” l’omosessualità non è contro natura, si farà notare che l’omosessualità non ha nemmeno tra gli animali scopo riproduttivo, ma casomai (quando raramente si presenta) di rinsaldamento di legami sociali o di scala gerarchica nei gruppi organizzati. Inoltre, se è per questo, che fa parte della sua natura che l’uomo si ammali, eppure nessuno pensa che l’uomo debba rispettare la sua natura e non cercare di guarire, cioè la natura non deve essere acriticamente norma del comportamento umano.
Quando diciamo che gli atti omosessuali sono contro-natura, impieghiamo il termine «natura» nel significato di «ciò verso cui una cosa è finalizzata» (Aristotele: «la natura è il fine: […] ciò che ogni cosa è quando ha compiuto il suo sviluppo noi lo chiamiamo la sua natura», Politica, 1252 b 32).
Quindi: a) non impieghiamo il termine «natura» come sinonimo di «mondo animale (o vegetale)». L’uomo è qualitativamente diverso dagli animali, quindi non deve ispirarsi alla natura degli animali per giustificare un suo comportamento, altrimenti, poiché gli animali si uccidono, dovremmo giustificare l’omicidio. Il fatto che nel mondo animale ci siano comportamenti omosessuali non è un buon motivo per imitarli; b) la malattia, per definizione, è una patologia che contrasta con le naturali finalità del nostro organismo.
Se la relazione omosessuale è normale, come mai non è strutturalmente in grado di generare?
Se essere omosessuali è naturale e normale, come mai dalle coppie omosessuali perfettamente sane – naturalmente e normalmente – non nascono figli?
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