Dimorfismo sessuale esperienza universale

L’idea che il genere umano è formato da uomini e donne, è l’oggetto di un’esperienza universale incontrovertibile

L’idea che il genere umano è sessuato, formato da uomini e donne, costituisce l’oggetto di un’esperienza universale… (Silviana Agacinski)

Silviana Agacinski, scrittrice, giornalista e filosofa francese, ricercatrice presso la Scuola di Alti Studi e Scienze Sociali a Parigi, ha scritto numerosi libri sul rapporto tra i sessi. Ha riassunto le sue ricerche in un articolo pubblicato di recente («Vita e Pensiero», febbraio 2013): «L’idea che il genere umano è sessuato, formato da uomini e donne, costituisce l’oggetto di un’esperienza universale, legata al modo in cui gli umani si generano gli uni dagli altri, come la maggior parte dei viventi. Platone definisce la differenza sessuale come una differenza relativa alla generazione. Anche la Bibbia la lega alla fecondità, soprattutto in uno dei due racconti dedicati alla creazione dell’uomo: […]maschio e femmina li creò (Gen 1,28). Queste parole vertono a un tempo sull’unità e sulla dualità dell’uomo, creato da subito plurale, maschio e femmina. Come immagine di Dio, l’uomo è uno, ma allo stesso tempo, è due»[6]. Mi sono permesso questa lunga citazione di una studiosa laica perché essa mette in luce l’accordo fra ragione e tradizione giudaico-cristiana. L’Agacinski nelle sue opere sottolinea quanto la donna, dal punto di vista culturale, abbia dovuto lottare per il riconoscimento della propria parità. Anche attraverso i movimenti femministi. Ma nella teoria delgender si tratta di ben altro. «Possiamo certo ammettere – scrive – che la norma eterosessuale tradizionale pesi su chi non può riconoscersi in essa e che sia quindi necessario interrogarla per rompere il vecchio tabù che pesa sull’omosessualità e per rispettare gli orientamenti sessuali di ognuno. Ma la diversità degli orientamenti sessuali non sopprime la dualità dei sessi: la conferma, anzi. In effetti possiamo parlare di orientamenti – eterosessuali, omosessuali o bisessuali – solo se supponiamo fin dall’inizio che esistano almeno due sessi. Che si desideri l’altro sesso, o che al contrario non lo si possa desiderare, significa che i due sessi non sono equivalenti. L’assenza di equivalenza è confermata anche dalla sofferenza di coloro, maschi o femmine, che esprimono un imperativo bisogno di cambiare sesso»[7]. Rifacendosi alle teorie di Gaston Bachelard, l’Agacinski sostiene che è l’ipotesi della fecondità a suggerire la differenza sessuale: «la procreazione implica sempre il concorso dell’altro sesso. […] Anche in laboratorio la partecipazione dei due sessi è necessaria»[8].
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