Quello che spesso si dimentica di dire…

Quello che spesso si dimentica di dire…

Cosa – sempre più spesso – si sente dire: “La cosa più importante è l’amore. Una coppia omosessuale può dare moltissimo amore a un bambino, a volte anche più di una coppia eterosessuale.”
 
Quello che spesso si dimentica di dire:
L’amore non basta, anche se ovviamente la capacità degli omosessuali di amare non è in discussione. amare un bambino è una cosa, amarlo in maniera strutturante è un’altra. Non ci sono dubbi che le persone omosessuali abbiano le stesse capacità di amare un bambino e di dimostrargli lo stesso amore delle persone eterosessuali, ma il ruolo dei genitori non consiste solo nel dare amore ai propri figli. Ridurre il legame genitoriale agli aspetti affettivi e educativi significa non considerare che il legame di filiazione è un vettore psichico e fondante per il senso di identità del bambino.
In realtà tutto l’affetto del mondo non basta a produrre le strutture psichiche di base che rispondono al bisogno del bambino di sapere da dove viene. perché il bambino non si costruisce che per differenziazione, il che presuppone innanzitutto che sappia a chi assomiglia. Ha bisogno, per questo, di sapere che è il risultato dell’amore e dell’unione fra un uomo, suo padre, e una donna, sua madre, grazie alla differenza sessuale dei genitori. Anche i bambini adottati sanno di essere il risultato dell’amore e del desiderio dei loro genitori adottivi, anche se non sono i loro genitori biologici.
Il padre e la madre indicano al bambino la sua genealogia. il bambino ha bisogno di una genealogia chiara e coerente per trovare la propria posizione in quanto individuo. Ciò che forma un essere umano da sempre e per sempre è una parola in un corpo sessuato e in una genealogia.
Parlare di filiazione non significa solo indicare da chi sarà allevato il bambino, con chi avrà delle relazioni affettive, chi sarà il suo adulto “di riferimento”, è anche e soprattutto permettere al bambino di collocarsi nella concatenazione delle generazioni.
Da millenni, la nostra società si basa su un sistema a doppia linea genealogica, quella del padre e quella della madre. Si tratta di un sistema che dura perché garantisce a ogni individuo di poter trovare il proprio posto nel mondo in cui vive, perché sa da dove viene.
Un esercizio molto usato, fin dai primi anni scolastici, è d’altra parte di chiedere al bambino di ricostruire il suo albero genealogico perché, grazie a questo esercizio, il bambino si colloca in rapporto al proprio padre e alla propria madre, ma anche in rapporto alla società.
Oggi il rischio di rimescolare la concatenazione delle generazioni è immenso e irreversibile. nello stesso modo in cui non possiamo distruggere le fondamenta di una casa senza che essa crolli, non possiamo rinunciare alle fondamenta della nostra società senza metterla in pericolo.
L’omogenitorialità non è la genitorialità. il termine “omogenitorialità” è stato inventato per compensare l’impossibilità delle persone omosessuali di essere genitori. Questa parola nuova, creata per instaurare il principio di una coppia genitoriale omosessuale e per promuovere la possibilità giuridica di dare a un bambino due “genitori” dello stesso sesso mostra la sua finzione. Infatti non è mai stata la sessualità degli individui a fondare il matrimonio né la genitorialità, bensì per primo il sesso, ossia la distinzione antropologica fra uomini e donne.
Così, abbandonando la distinzione uomini-donne e mettendo in evidenza la distinzione eterosessuali-omosessuali, le persone omosessuali non rivendicano la parentela (la paternità o la maternità) bensì la “genitorialità” che riduce il ruolo di “genitori” all’esercizio delle loro funzioni educative. Ora, anche nel caso dei bambini adottati, non si tratta solo di educare, ma di ricreare una filiazione.
Bisogna quindi qui riaffermare con forza che essere padre o madre non è solo un riferimento affettivo, culturale o
sociale. il termine “genitore” non è neutro, è sessuato. Accettare il termine “omogenitorialità” significa togliere alla parola “genitore” l’intrinseco valore corporeo, biologico, carnale. l’APGL, l’Association des Parents et futurs parents Gayis et Lesbiens (associazione dei genitori e futuri genitori gatti e lesbiche) propone diversi sostituti della parola “genitore” in funzione dei ruoli e degli status che deve coprire: “patrigno” e “matrigna”, “cogenitori”, “omogenitori”, “madre per procura”, “genitore biologico”, “genitore legale”, “genitore sociale”, “secondo genitore”. è poco probabile che il bambino arrivi naturalmente e in maniera strutturante a collocarsi in rapporto a tutte queste terminologie.
(Luigi Martino)
Annunci